Finisce l’idillio tra Russia e Israele, “venti di guerra” in Medio Oriente

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L’Unione Sovietica è stata tra i primi paesi al mondo a riconoscere lo Stato di Israele. Da allora, le relazioni tra Urss/Federazione Russa da un lato e Israele dall’altro sono sempre state molto cordiali. Questi buoni rapporti sono andati attualmente in frantumi. Perché?

Lo Speciale come sempre vuole vederci chiaro e offrire ai lettori un’analisi dei fatti oggettiva e scevra da tesi preconfezionate.

Nei primi giorni dell’invasione dell’Ucraina da parte dei russi, Israele non ha espresso una condanna nei confronti della Federazione Russa. Anzi, il governo israeliano, con il premier, Naftali Bennet, si è proposto come mediatore tra Russia e Ucraina.

Successivamente, verso la fine di marzo, il noto oligarca russo con cittadinanza israeliana, Roman Abramovich, ha fatto parte della delegazione russa nei negoziati di pace russo-ucraini, svoltisi in Turchia. Poi, però, l’oligarca russo ha subito un tentativo di avvelenamento, la cui paternità, secondo il sito inglese Bellingcat, era da attribuire ai russi. Questo episodio testimonia che qualcosa nei rapporti tra Russia e Israele si è incrinato.

L’episodio che ha segnato una vera e propria rottura nei rapporti tra Russia e Israele è avvenuto il 7 aprile, allorchè l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato a favore della sospensione della Russia dal Consiglio per i diritti umani che ha sede a Ginevra. Il voto dell’Onu era motivato dalle “violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani” in Ucraina. Israele ha espresso il proprio voto favorevole alla sospensione della Russia dal Consiglio per i diritti umani. La reazione russa non si è fatta attendere. Domenica scorsa Mosca ha convocato l’ambasciatore israeliano in Russia, Alex Ben Zvi, per manifestare la sua forte protesta per le oltraggiose osservazioni fatte dal Ministro per gli Affari Esteri israeliano Lapid, che ha trattato la Russia come un “criminale di guerra”, anche se il sangue dei palestinesi continua a scorrere nelle strade della Cisgiordania e di Gerusalemme. Lo stesso giorno il vice capo del Centro russo per la riconciliazione, il contrammiraglio Oleg Zhuravlov ha annunciato che la difesa aerea siriana ha utilizzato i missili Buk-M2E di fabbricazione russa per intercettare gli aerei israeliani, che hanno attaccato obiettivi vicino a Damasco il 14 aprile. Ma non si è fermato qui. Il contrammiraglio ha tenuto a disegnare la mappa aerea dell’attacco, citando gli autori e il loro modus operandi: “due caccia tattici F16 dell’Aviazione Militare Israeliana, operando tra le 23,03 e le 23,10 del 14 aprile dallo spazio aereo del Golan, hanno effettuato un attacco con due missili guidati su siti nella campagna di Damasco”. Che tradotto dal linguaggio militare significa sappiamo tutto dei vostri attacchi aerei e li possiamo intercettare quando vogliamo

Si annuncia una nuova guerra in Medio Oriente.

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