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L’opera NFT “Winner” di Benedetta Paravia ha ricevuto un’offerta di 500 mila franchi svizzeri

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L’opera digitale dell’artista italiana Benedetta Paravia, in arte Princess Bee, l’NFT “Winners”, ha già ricevuto 500 mila franchi svizzeri di offerta. Ma il valore dell’opera è superiore (830 mila euro) e i proventi andranno in charity. 

È tornata in questi giorni a Roma l’italiana più conosciuta in Medio Oriente. Ha vissuto 20 anni a Dubai creando un ponte culturale tra diverse realtà attraverso la cultura, le sfilate, le canzoni, i libri, i programmi televisivi al femminile e la solidarietà.  Non a caso andranno in parte alla Onlus Angels, da lei fondata per la cura di bimbi vittime di guerra, i proventi della vendita del suo primo NFT (Non Fungible Token)  “Winners” creato da una foto originale scattata da lei stessa al Re e al Principe ereditario di Dubai.

La poliedrica artista e creative producer ha ricevuto, per l’innovativa opera, un’offerta d’acquisto di 500mila franchi svizzeri e la notizia ha fatto subito il giro dei portali e social media a Dubai. La bellissima immagine raffigura lo Sceicco Mohammed bin Rashid al Maktoum e suo figlio, lo Sceicco Hamdan, mentre guardano la Regina Elisabetta nella Parade Ring del Royal Ascot: la famosa corsa dei cavalli che avviene ogni anno in Inghilterra e che richiama un jet set di appassionati da tutto il mondo. L’immagine NFT è stata creata dalla foto originale, elaborando 30 cavalli di Godolphin, la scuderia del Re.

Princess Bee ha però declinato l’offerta, notizia pubblicata dal portale “Lovin Dubai”, iconico punto di riferimento della comunità degli Emirati Arabi.

“Non posso scontare l’immagine dei leader di Dubai”, ha affermato Princess Bee, che utilizzerà la cifra stabilita per il valore dell’opera (830mila euro) per continuare “The Intercultural Project”, un programma educativo e culturale che fa visitare la nostra bella Italia alle studentesse arabe per creare punti di incontro tra il Medio Oriente ed il Mediterraneo, partendo dalle donne, madri della società.

Parte della cifra servirà anche per supportare le piccole vittime della guerra attraverso la Onlus A.N.G.E.L.S., di cui Paravia è ambasciatore nel mondo e con la quale è già riuscita a dare un futuro a molti bambini.

“Il primo paziente di appena due anni – dice Paravia – ci arrivò da Gaza, aveva un cancro al fegato e lo abbiamo salvato. Mentre il primo viaggio del programma interculturale avvenne nel 2005, finanziato proprio dallo Sceicco Mohammed. Da allora abbiamo portato in Italia più di 500 studentesse facendole incontrare anche con le nostre autorità: dal Presidente della Repubblica ai ministri e sindaci delle città che facciamo loro visitare. È un programma dì promozione del Paese Italia di cui vado molto fiera così come dei bimbi che ho salvato con ANGELS, anche se ciò lo ritengo un mero dovere 

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