Quelle strane morti degli oligarchi russi amici di Putin. Ecco i sospetti

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La scorsa settimana è stato trovato morto l’ex consigliere del Cremlino e vicepresidente di Gazprombank, Vladislav Avayev, 51 anni, nel suo appartamento al 14° piano di un lussuoso grattacielo di Mosca. L’uomo aveva la pistola in mano ed era accanto ai corpi senza vita della moglie incinta e della figlia di 13 anni. Il giallo si tinge di orrore.

I corpi di Avayev, della moglie Ylenia e della piccola Maria sono stati scoperti dalla figlia più grande Anastasia, in allarme perché non riusciva a contattare la sua famiglia. Suicidio o omicidio? La testimonianza di una vicina di casa fa propendere per l’ipotesi dell’omicidio “era ricco, intelligente. Non è possibile che un uomo del genere possa uccidere. Forse Avayev e la sua famiglia sono stati uccisi”.

Qualche giorno più tardi è stata la volta di un altro oligarca russo, Sergei Protosenya, nella sua villa a Lloret de Mar in Spagna. Morto anche lui. L’uomo, ex consigliere del Cremlino, aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente della Novatek, colosso russo che produce gas naturale liquefatto, concorrente di Gazprom. Il fatto di sangue ancora più orribile del precedente presenta incredibili analogie con la morte di Avayev di sua moglie e di sua figlia. Protosenya, infatti, avrebbe ucciso con un’ascia la moglie Natalia e la figlia di 18 anni mentre dormivano e si sarebbe poi impiccato in giardino. Anche qui a lanciare l’allarme è stato il figlio maggiore rimasto in Francia, che non riusciva a comunicare con la sua famiglia.

La prima ipotesi ventilata dalla stampa è quella di un suicidio dei due oligarchi, motivato dalla crisi economica del settore gasifero russo, causata dalle sanzioni occidentali.
Ma l’ipotesi non convince.
Primo elemento, i due fatti di sangue hanno colpito due uomini ricchi e potenti, entrambi ex consiglieri del Cremlino ed entrambi vicepresidenti di colossi del gas russo, Gazprombank, che è lo strumento finanziario di Gazprom e Novatek.
Secondo elemento, i due delitti sono avvenuti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro, per cui fanno parte di un unico disegno criminale.
Terzo elemento, la modalità con la quale sono stati eseguiti i due delitti appaiono molto simili e fanno pensare ad un’operazione di omicidio camuffata da suicidio, tipica dei servizi segreti.

Allora chi e perché ha ucciso i due oligarchi, le loro mogli e le loro figlie?
E se in Russia fosse scattata un’operazione di eliminazione del dissenso interno mediante omicidi mirati? Forse quegli elementi filoccidentali e di orientamento liberale, che ai tempi di Boris Yeltsin sono ascesi ai vertici del potere politico ed economico russo, in questo momento di conflitto con gli Usa e la Nato danno fastidio. E il Cremlino li elimina alla maniera sovietica, come fece Stalin con le sue note purghe.

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