La Cina si prepara alla guerra

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L’opinione pubblica in questo momento focalizza la propria attenzione sulla guerra in Ucraina, che giustamente riguarda il continente europeo. Ma quello che sta accadendo in Asia ha un potenziale di rischio probabilmente molto più elevato.

La Cina senza troppi clamori si sta preparando ad un mega conflitto asiatico senza precedenti nella storia dell’umanità.
Da una foto satellitare, come ha rilevato l’altro ieri l’organo di stampa online Insideover, è emerso che la Repubblica Popolare Cinese ha costruito un nuovo radar di allerta precoce (early warning) a lungo raggio. L’immagine è stata scattata nel febbraio scorso dalla società di immagini satellitari commerciali Maxar Technologies e mostra che il nuovo Large Phased Array Radar, o Lpar, è stato costruito sulla cima di una montagna nella zona di Yiyuan, provincia di Shandong, a circa 110 chilometri a sud est della città di Jinan. Il nuovo radar può dare alla Cina un sistema di preavviso per i lanci di missili balistici dalla Corea del Nord, dalla Corea del Sud, dalla maggior parte del Giappone e persino da alcuni settori dell’estremo oriente russo. Ciò può offrire al lettore un’idea sull’ampiezza dei conflitti che la Cina prevede di affrontare nel continente asiatico
Ma non è tutto.

Tempo fa è stata annunciata la notizia che la Repubblica Popolare Cinese e le Isole Salomone stanno per concludere un accordo di difesa, che permetterà alla Marina cinese di avere una vera e propria base militare in questo paese. Di per sé non ci sarebbe nulla di particolare, se non fosse che le Isole Salomone sono situate di fronte all’Australia, seppure ad una distanza di 2000 chilometri.
I media australiani ed esponenti politici dell’isola-continente hanno reagito con veemenza: la base cinese sulle Isole Salomone è una “linea rossa” e mai l’Australia tollererà la presenza dei cinesi. A queste dichiarazioni ha fatto eco la Casa Bianca: “gli Stati Uniti agiranno di conseguenza se la Cina installerà una base militare nelle Isole Salomone, nel Pacifico”.

Al riguardo va considerato che Usa, Gran Bretagna e Australia hanno siglato alcuni mesi fa un patto anti-Cina, denominato Aukus. E’ evidente, la Cina, mediante l’installazione di una base militare-navale nell’Oceano Pacifico, si sta preparando ad un conflitto anche contro i tre paesi del patto Aukus.
Ciò che stupisce di più è che la Cina dice di non volere una terza guerra mondiale e sostiene la risoluzione del conflitto in Ucraina attraverso la diplomazia, come ha affermato un paio di giorni fa il portavoce del Ministro degli Esteri cinese, Wang Wenbin, citato dall’agenzia russa Tass. Alla luce dei preparativi della Cina per la futura guerra asiatica, la dichiarazione del portavoce cinese suona beffarda. La Cina non vorrebbe una terza guerra mondiale, ma se vi fosse costretta …

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