In Eurasia cresce l’anti-Nato

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Il sito asiatico “R.republicanworld.com” ha riportato qualche giorno fa importanti dichiarazioni di Stanislav Vas, segretario generale della Csto, acronimo che sta per “Collective Security Treaty Organization”.

La Csto non ha molta notorietà nel mondo occidentale, ma in realtà è un’importante organizzazione internazionale. E’ nata nel 2002, quale sviluppo istituzionale del Trattato di Sicurezza Collettiva (Cst), alleanza militare difensiva stipulata nel 1992 tra alcuni paesi, sorti dalla frammentazione e sucessiva dissoluzione dell’Unione Sovietica. Attualmente ne fanno parte la Russia, la Bielorussia, il Kazakistan, il Kirghizistan, l’Armenia e il Tajikistan.
E’ proprio invocando l’intervento della Csto nel gennaio di quest’anno che il Kazakistan ha potuto sedare le sommosse, scatenatesi a causa dell’aumento dei prezzi del gas necessario per la produzione elettrica. Il trattato infatti prevede una clausola di solidarietà in caso di aggressione esterna.

Per giustificare l’intervento della Csto il presidente kazako, Qasym-Jomart Tokaev, ha citato un’aggressione terroristica al suo paese di ispirazione straniera. Successivamente, il presidente russo Vladimir Putin ha precisato che l’ispiratore delle sommosse in Kazakistan era il noto arcimiliardario George Soros.

Tornando al segretario generale della Csto, lo stesso ha commentato la situazione geopolitica, conseguente all’espansione della Nato verso est. Questa espansione alimenterà secondo Vas le tensioni regionali e non sarà in alcun modo una fonte di stabilità e sicurezza per gli stati membri della sua organizzazione. Soprattutto l’adesione alla Nato da parte di Svezia e Finlandia non farà che aggravare l’ostilità fra Russia e Nato. In questo particolare frangente la Csto può rappresentare uno scudo efficace per tutti i suoi membri.

La Csto, ha ricordato Zas, non è soltanto un blocco politico-militare, ma anche un’organizzazione multifunzionale, che fornisce protezione contro altri tipi di minacce. Quali? Oggi ha precisato Zas assistiamo davvero ad una feroce contrapposizione tra l’Eurasia – che è diventata la principale forza trainante nella difesa e nella promozione dell’ordine internazionale multipolare – e l’Occidente – che continua a cercare di costringere la maggioranza del pianeta al ritorno verso un ordine unipolare, antiquato e scomparso. Pertanto, i processi attuali e futuri nel grande spazio euroasiatico assumono una dimensione particolarmente importante nell’ambito di strutture come la Csto, ma anche rispetto a grandi alleanze internazionali come la Shangai Cooperation Organization (Sco), di cui fanno parte Cina, India, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Pakistan, Tajikistan e Uzbekistan.
Insomma, di fronte alla Nato che si espande verso est, si sta compattando un’anti-Nato euroasiatica, la Csto. Lo scontro si preannuncia titanico.

 

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