Chi sono gli influencer e quanto guadagnano? Inchiesta

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Chi sono gli Ifluencer? Provengono dai Reality, da YouTube, da TikTok, da Facebook, qualcuno emerge da Instagram. Basta un post che riceve moltissime visualizzazioni e fa scalpore per modificare completamente la vita e i contenuti postati da questi neo-influencer sul web. Le loro età si aggirano principalmente tra i teen e la trentina. Tra le nuove icone emergenti ci riferiamo principalmente a ragazzi tra i 14 e i 20 anni divenuti noti grazie a social network come TikTok e Instagram. Essendo di bella presenza, molte volte per diventare popolari non hanno fatto niente di diverso dai normali utenti dei social in questione, ossia dei video dove ballavano o commentavano cliché divertenti o episodi più o meno profondi delle loro vite.

Nella categoria di influencer, non possiamo non fare riferimento ai fashion blogger, i primi a sbarcare nel settore della ricerca delle tendenze popolari. Non si impegnano più solamente nella sponsorizzazione dell’abbigliamento più trendy, ma si approcciano e partecipano ai sempre maggiormente variegati eventi mondani legati a categorie come: intrattenimento, beauty, food, shopping ecc… 

Ma non finisce qui. Com’è ormai a tutti noto questi Influencer sono ben attivi sulle piattaforme digitali emergenti e consolidate.  La novità sta nell’utilizzo che svolgono di questi social, sempre più impiegati dagli influencer come trampolini di lancio per le proprie attività personali che, nella maggior parte dei casi, riscuotono più successo rispetto a professionisti ed esperti del settore con anni di studio e di ricerca alle spalle.  Che si tratti di collezioni di abbigliamento, di autobiografie, di docu-film, della scrittura di canzoni, di linee di smalti o prodotti di make-up, i vip più insospettabili emergono o riemergono portando novità e venti di critica. Basti pensare alla bufera scagliatasi in primis nei confronti di Chiara Ferragni per aver proposto una propria collezione di moda, trend seguito poi dalla sorella Valentina Ferragni principalmente nell’ambito della bigiotteria, e da Elettra Lamborghini con la sua collezione di abbigliamento sportivo. 

C’è chi pubblica scatti della propria vita privata, non curandosi (almeno apparentemente) di apparire perfetta, e c’è chi, come nella maggior parte dei casi, seleziona in modo dettagliato gli scatti postando solo quelli che li ritraggono perfettamente in posa. Qual è il reale giovamento che si può trarre da tutta questa attenzione ai dettagli di una fotografia? La mera soddisfazione o i guadagni?

Quanto guadagnano gli influencer? 

Come già sopra accennato, innumerevoli sono le attività dalle quali gli influencer possono generare un profitto. Prime tra tutte le sponsorizzazioni di noti marchi e non, attraverso: post, video e foto personalmente caricate sui propri account social. Gli introiti ottenibili variano molto in base al numero di followers e alla copertura dei post, ma partendo da un milione di followers e negoziando contratti con i vari brand, le cifre guadagnabili variano dai 5 mila ai 15 mila dollari per scatto pubblicato sui social.

Certo è che, date le differenti categorie e il diverso seguito che ogni “web-star” si porta dietro, sia altamente improbabile generalizzare lo stipendio mensile di un influencer. Gli introiti variano generalmente da qualche centinaio di euro al mese fino a 100 mila euro mensili, probabilmente raggiunti da coloro che si occupano di promozione di capi di lusso.

Il primo passo da muovere per diventare Influencer? Ottenere il maggior numero di followers possibili per attirare le attenzioni dei vari brand e ricevere: abiti in omaggio, proposte di collaborazione e inviti agli eventi più disparati come sfilate, eventi benefici, eventi musicali, ecc…

Ma intorno a quali cifre si aggirano i guadagni degli influencer più noti? 

In cima alla classifica italiana spicca Chiara Ferragni con un guadagno tra i 10 e i 12 mila euro per post.

Seguita dall’ormai sempre più nota Chiara Biasi, che si aggira tra gli 8 e i 10 mila euro a post.

A chiudere la Triade delle fashion bloggers per eccellenza la ex parrucchiera, divenuta nota grazie alla trasmissione “Uomini e Donne” e ancor di più dopo il suo libro “le corna stanno bene su tutto. Ma io stavo meglio senza”, Giulia De Lellis che si posiziona tra i 6 e i 12 mila euro a post.

Tra gli influencer emersi grazie ai nuovi social media non possiamo fare a meno di citare Charli D’Amelio, la ragazza più seguita al mondo su TikTok con 141,3 milioni di follower, e ai suoi guadagni di 17,5 milioni di dollari (equivalente di circa 45mila dollari al giorno) del 2021.

Rimanendo in tema dei Tik Toker più ricchi e famosi traviamo Khaby Lame, l’influencer cresciuto in provincia di Torino, è arrivato ora a 140 milioni di followers in tutto il mondo, e il suo patrimonio ammonta attualmente a 6 milioni di dollari.

Infine Elisa Maino, la prima italiana su Musical.ly a superare il milione di seguaci. Tre libri, un film documentario sulla sua vita. Alla domanda sui suoi guadagni in un’intervista ha risposto «Non lo so, i soldi che guadagno i miei genitori li mettono da parte per assicurare il mio futuro scolastico. Però prima questo era un hobby e ora assomiglia di più a un lavoro». 

Che contenuti riportano? 

Che siano partnership con aziende, sponsorizzazione di prodotti per il beauty o di vestiti per ogni occasione, le fashion blogger ormai non si occupano più di cercare di essere delle autentiche icone di stile, bensì tentano di influenzare la public opinion basandosi anche sulle richieste dei vari brand che decidono di stipendiarle. Sono in costante aumento numerico e divengono sempre più note per le motivazioni meno eclatanti. Provengono da Reality, social network, sono meteore di qualche scandalo o del gossip, sono attrici, cantanti, adolescenti divenute famose per i balletti su Musically (attualmente sostituito da TikTok).

Cifre da record, followers da record. Vite altrettanto da record?

Il retroscena delle loro vite sta diventando talmente pubblico al punto che è sufficiente una storia su Instagram per vedere dove e con chi si trova una persona in quel determinato momento. Ma siamo sicuri che tutto quello che vediamo sui nostri schermi sia una rappresentazione fedele dei fatti? Fino a che punto gli stessi influencer si possono spingere nell’usare i social media come uno strumento per i loro guadagni senza rimanerne schiavizzati? Il numero dei post e delle storie che condividono sui loro social è esorbitante. Eppure nonostante le ore all’interno di una giornata siano le stesse per tutti, la media delle loro pubblicazioni supera decisamente quella di una foto per ora; quando gli rimane il tempo di vivere le cose appieno?

Le attività che intraprendono sono tra le più disparate coprendo tutti, o quasi, gli hobby e le passioni del grande pubblico: ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti. 

Il loro raggio d’azione, il pubblico che riescono ad ‘influenzare’ o comunque a raggiungere, e la copertura dei post è talmente elevata che vale la pena chiedersi: se voi foste una società e voleste sponsorizzare il vostro prodotto, vi affidereste realmente ad una pubblicità televisiva incastrata tra qualche programma e arena ormai di pochi, rispetto a siglare un contratto con un influencer con milioni di followers certi? 

Sempre più determinante è dunque il ruolo del marketing, rilevante in tali scelte commerciali collegate all’evoluzione dei social media.

Quali strategie vengono adottate? 



L’influencer marketing è la capacità di “influenzare”, di generare un passaparola strategico che incida in maniera significativa sulla visibilità di un marchio. Concetto talmente legato ai social media che si parla anche di “social influencer”. Queste “icone del web” non solo riescono ad indirizzare I comportamenti dei propri followers, ma comprendono anche le strategie di comunicazione che hanno la maggiore efficacia nella trasmissione di quel determinato contenuto selezionato.

E’ questa una delle motivazioni che sta spingendo gli influencer sempre di più all’interno del ruolo di comunicatori, sostituendosi anche agli spin doctor, come già avvenuto in alcuni noti programmi televisivi (come i soliti ignoti).

Le aziende hanno difatti totalmente ridefinito il modo in cui possono coinvolgere il mercato di riferimento, al punto che i piani di influencer marketing hanno assunto una rilevanza strategica per molti web marketer.

Uno dei trend più recenti sarebbe quello di chiudere partnership con micro-influencer, utenti con community più ristrette rispetto a quelle più vip, ma con una grande maestria nel coinvolgere il proprio fanbase e sponsorizzare quel prodotto.

 

Stefano Feltri: il partito degli influencer

Con tutto il riscontro portato dai cosiddetti followers la risonanza della voce di questi influencer sta acquisendo sempre una maggiore rilevanza a livello globale, lasciando i semplici utenti dei social media senza strumenti apparentemente adeguati a fronteggiare questa sfida. E’ proprio a tal proposito che possiamo far riferimento al saggio di Stefano Feltri: il partito degli influencer. Secondo il libro di recente pubblicazione, tutti possono diventare influencer e, una volta costruitosi un determinato pubblico, possono utilizzare i social per promozione di prodotti di qualsiasi genere, o per promuovere un partito politico. Ma quando pochi individui hanno il potere di influenzare e indirizzare milioni di followers anche la democrazia è a rischio. Quindi i social network possono divenire dei veri e propri mezzi di manipolazione di massa, anziché spazi per la condivisione e la discussione come pensati in origine. Date le imminenti trasformazioni, secondo Feltri, l’unico modo per sfruttare le potenzialità dei social media e ridurre i rischi è che gli utenti siano consapevoli di come funziona il sistema degli influencer.

Tutta questa influenza che esercitano è certamente un’arma a doppio taglio. Potrebbero essere difatti operati anche in maniera costruttiva per favorire il radicamento di un messaggio positivo all’interno della società. Lo stesso Biden ha puntato sugli influencer per una campagna a favore dei vaccini, promossa anche da Chiara Ferragni in Italia durante la prima ondata del Covid-19.

Qual è l’impressione delle persone sugli influencer?

Data la vastità di Influencer ormai noti sul web, e l’immensità di contenuti quotidianamente condivisi sui social, ho somministrato un breve questionario tramite Fogli Google ad un campione che fosse il più variegato possibile per avere una rappresentazione, se pur parziale, del pensiero delle persone sull’argomento. In questo paragrafo andremo a commentare i dati raccolti dalla somministrazione del sondaggio a 50 persone. Tra queste il 12% ha un’età inferiore a 15 anni, il 24% compresa tra i 15 e i 20, il 44% tra 20 e 25, il 10% tra 25 e 30, il 4% tra 30 e 35, mentre il 6% superiore a 35.

In merito ai social più utilizzati dal campione, tra le percentuali più rilevanti osserviamo che il 50% utilizza maggiormente Whatsapp, il 32% Instagram, mentre il 10% predilige TikTok.

Il primo quesito a risposta aperta del questionario riguardava gli influencer più seguiti dai rispondenti. Non c’è da stupirsi che di 50 risposte solamente il nome di Chiara Ferragni è risultato in 7 repliche differenti. Riscontriamo poi numerosi nomi di Tik Toker, le nuove leve dei social network, quali: Pamela Paolini, Cookergirl, Federica Scagnetti, Marta Losito, Valeria Vedovatti, Alice De Bartoli, Elisa Maino, Alessia Lanza… A loro si accompagnano nomi di youtubers come: Maryna, fraffrog, Marta Cerreto, Ratorix, Richardhtt, Dlarzz, Fierik, Carlitadolce,  Giulia Beninch e di game-players quali: Gianmarco Tocco, Ivan Grieco. Seguono poi cantanti come Fedez, e personaggi televisivi come Johnny Depp, Exter Esposito, Clarissa Marchese, Tina Cipollari.

Abbiamo infine i classici fashion bloggers e life-styler ossia: clio-makeup, Enzo Miccio, Giulia de Lellis, Gianluca Vacchi, Stefano Guerrera, l’estetista cinica e I Family influencer.

Il quarto ed ultimo quesito, riguardava il tipo di contenuti condivisi dagli influencer più apprezzati dai rispondenti. Siamo nuovamente di fronte alle risposte più variegate: moda, cibo, politica, quotidianità, arte, gameplay, beauty, fashion, vlog, podcast, alimentazione, arredamento, editoriali, musica, cucina, viaggi, sport, comici, fotografia, automobili, prodotti pubblicitari ecc… Ennesima testimonianza della presenza dei contenuti più disparati adatti ad ogni tipologia di interesse.

di Maria Longobardi

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