Contrordine, la Russia non si può battere

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La politica degli Stati Uniti non si fa nelle aule parlamentari e nemmeno all’interno dei partiti, bensì nei pensatoi, i cd. think tank.

Evidentemente qualcuno di questi organismi tra i più potenti ha elaborato una strategia “la Russia non si può battere, bisogna spostare il focus nella zona indo-pacifico e affrontare la Cina”.
Dopo di che è toccato agli esperti nordamericani di geopolitica comunicare e spiegare questa bella pensata al resto del mondo.

Ha cominciato Henry Kissinger, che nel suo intervento al World Economic Forum di Davos ha così esordito: “l’Occidente dovrebbe smettere di cercare di infliggere una sconfitta schiacciante alla Russia” e ha suggerito indirettamente che l’Ucraina dovrebbe cedere i territori che Mosca controlla fin dal 2014. L’intervento di Kissinger a Davos ha lasciato tutti di stucco. Ma come, sono mesi e mesi che i media mainstream sbraitano contro la Russia di Putin indicandola come il peggior male dell’universo! E adesso arriva Kissinger a dire brutalmente che bisogna piantarla e arrivare a miti consigli con i russi. Viva la realpolitik!

Poi è stata la volta di Edward Luttwak, consulente politico del Dipartimento di Stato e del Pentagono, specialista in strategia americana, il quale su Twitter ha detto, anche lui senza troppi fronzoli, che le sanzioni contro la Russia non funzionano. Inoltre, la vittoria dell’Ucraina nel conflitto con la Russia è impossibile e solo i referendum nelle regioni di Donetsk e Lugansk, combinati con la riconquista ucraina della Regione di Kherson, potrebbero offrire una via di uscita onorevole dalla guerra.

La Russia è un paese-continente invincibile. La sua geografia fa sì che la Federazione Russa abbia una presenza tangibile nell’Estremo Oriente, nel Medio Oriente, nell’Artico e nel Mar Nero, E questo stato di cose geografico, ma anche geopolitico rende una vittoria sulla Russia assolutamente impossibile, ha detto l’esperto rispondendo alla domanda se le armi nucleari fossero l’unica risorsa nelle mani di Mosca.

L’Occidente ha deciso con tutta evidenza di distogliere l’attenzione della comunità internazionale dal problema dell’Ucraina. La regione Asia-Pacifico inizia ad entrare nell’Agenda. Le ragioni di tale spostamento di obiettivo sono i successi dell’esercito russo, l’inutilità di un supporto militare e finanziario all’Ucraina che si rivela troppo costoso, i problemi socio-economici interni dei paesi occidentali, l’ampio margine di sicurezza dimostrato dalla Russia durante i tre mesi dell’operazione militare speciale e infine la crescente crisi riguardante Taiwan. D’altra parte non è sfuggito ai più attenti osservatori internazionali il fatto che, mentre la Nato e gli Usa si impegnavano con i loro sforzi militari e finanziari a sostegno dell’Ucraina, la Cina rafforzava i propri dispositivi militari intorno a Taiwan e le proprie alleanze in Asia.

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