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Biden e Zelensky neri di ira e intanto le armi finiscono al mercato nero

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L’idillio tra Biden e Zelensky è finito. Volano gli stracci. Il presidente Biden ha accusato il governo ucraino “fu inascoltato il nostro avvertimento circa l’imminente invasione da parte dei russi”. Ha replicato Zelensky “servivano sanzioni preventive e più armamenti”.

L’affare ucraino non tira più. In tutte le cancellerie occidentali c’è aria di stanca. D’altronde, le sanzioni imposte dagli Usa e dall’Ue non solo non hanno indebolito la Federazione Russa, ma si stanno ripercuotendo negativamente sull’occidente stesso. L’esercito russo avanza, giorno dopo giorno, lentamente ma in modo inesorabile, tanto che la conquista dell’intero Donbass è ormai a portata di mano e i territori conquistati vengono rapidamente russificati. Inoltre, le perdite dell’esercito ucraino sono sempre più pesanti, come ammette lo stesso Zelensky. In questo contesto è del tutto prevedibile che Biden voglia prendere le distanze da un’operazione, come quella di appoggiare l’Ucraina contro la Russia, che si sta rivelando fallimentare.

Allora, se l’esercito russo avanza e quello ucraino subisce perdite sempre più pesanti, dove vanno a finire gli ingenti armamenti che l’occidente fornisce all’Ucraina? L’organo di stampa del Partito Comunista Cinese, Global Times, in un articolo a firma di Fan Lingzhi e Lin Xiaoy, sostiene che queste armi rischiano di finire nelle mani di reti criminali e perfino di terroristi. Già alla fine di maggio, Catherine de Bolle, direttrice esecutiva di Europol, aveva espresso ai media tedeschi il timore che l’equipaggiamento militare, consegnato dall’occidente all’Ucraina, finisse nel mercato nero e quindi nelle mani di terroristi e criminali. Questo timore è divenuto realtà.

Nell’internet profondo “darknet”, dove chi naviga non viene tracciato, sono già in corso vendite di armamenti occidentali consegnati al regime di Kiev. Chi vuole acquistare un lanciamissile americano anticarro “javelin”, che secondo il badget del Pentagono per l’anno 2021 ha un costo di 178.000 dollari per unità, su darknet lo può comprare al prezzo sconstatissimo di 30.000 USD!

Questo mercato nero degli armamenti potrebbe avere ricadute drammatiche. Infatti, diversi esperti intervistati dal Global Times hanno affermato che sarà molto difficile controllare il flusso di armi inviate in Ucraina e che alla fine non sarà solo l’Europa, ma anche altri paesi non occidentali, che ne sopporteranno le conseguenze. Per He Zhigao, ricercatore dell’istituto di studi europei presso l’Accademia cinese delle scienze sociali “se queste armi dovessero cadere nelle mani di organizzazioni terroristiche e bande criminali, ciò potrebbe rafforzare il separatismo europeo e innescare conflitti interni. Ed è allora che l’Europa dovrà assumersi la responsabilità delle azioni militari statunitensi, oltre che dei propri errori”.

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