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Che fine ha fatto Roberto da Crema, il baffo delle televendite?

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Ma poi c’è anche uno stendino che non funzionava. E non solo.

Ma che fa ora Roberto? Parla da Lampedusa, “in pausa tra una battuta di pesca mattutina che ha prodotto una cernia e un barracuda, e una pomeridiana per ricciole. In Sicilia trascorre sei mesi l’anno”. Due settimane le passa qui e 10 giorni a Pioltello. Al mare lo vengono a trovare a turno gli amici, i 4 nipoti, la moglie Raffaella.

Poi racconta di quando in America vinse l’Oscar delle televendite: «Andai al Madison Square Garden con un amico con cui pescavo le carpe sul Ticino. Dovevo spiegare la differenza tra gli orologi normali e quelli subacquei, in platea c’erano anche gli psicologi. Non sapevo una parola di inglese. Mentre alle mie spalle mandavano un video sul mio stile di vendita, trovai vicino a me un’ampolla di vetro con dei pesciolini rossi. Allora la presi sotto braccio e ci infilai dentro un orologio. Finito il video lo tirai fuori e lo sbattei sul tavolo: “Water resistant!” gridai. Ovazione. Tornai in Italia con un assegno da ventimila dollari in tasca. Era il 1992».

E poi quel successo di quando la Philips lo aveva fatto andare a Eindhoven per liberarsi di una serie di articoli in magazzino: una bistecchiera elettrica, un tritacarne, lo spremiagrumi, cose così. Con l’idea di abbinarci un coltello elettrico che avevano sempre sognato vendette 80 mila confezioni.

Un Dio delle comoravendite insomma.

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