Putin piazza i missili nucleari nel cuore dell’Europa Orientale

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Il recentissimo annuncio di Vladimir Putin non lascia adito a dubbi: “Nei prossimi mesi invieremo alla Bielorussia i sistemi missilistici tattici Iskander-M, che possono impiegare sia missili balistici sia da crociera, in versione sia convenzionale sia nucleare”.

Putin ha inoltre proposto alla Bielorussia di ammodernare, presso gli impianti dislocati in Russia, gli aerei da combattimento Sukhoi SU 25, in dotazione alle forze armate di Minsk. Il presidente della Federazione Russa ha, poi, sottolineato che i paesi europei e gli Usa hanno 200 armi nucleari tattiche in Europa, con 257 aerei pronti al loro potenziale uso.

Da parte sua il presidente della Bielorussia Lukashenko ha precisato che gli Usa e i suoi alleati europei stanno compiendo voli di esercitazione con aerei “che si preparano a trasportare testate nucleari” e “se si esercitano significa che stanno pensando a qualcosa”. Queste dichiarazioni dei leader di Russia e Bielorussia sono a dir poco esplosive. Le conseguenze geopolitiche molto significative.

Intanto, una prima ovvia considerazione. I missili che la Russia sta per schierare in Bielorussia sono a corto raggio, destinati perciò a colpire località dell’Europa occidentale.
Seconda considerazione, la Russia schierando missili in Bielorussia avanza la sua deterrenza nucleare più a ovest, proprio nel cuore dell’Europa orientale.

E’ molto evidente il collegamento tra questo annuncio di Putin e la situazione della guerra in Ucraina. Si tratta di una chiara e brutale risposta russa a quegli esponenti dell’establishment anglo-americano, che hanno ventilato la possibilità di usare contro l’esercito russo che opera in Ucraina armi nucleari tattiche. Con lo schieramento di missili nucleari a corto raggio in Bielorussia, la Russia manda all’Occidente un segnale molto chiaro e forte: “la risposta russa sarebbe devstante”.

Ma, mentre il collegamento di queste dichiarazioni di Putin e Lukashenko alla situazione ucraina è evidente, lo è forse meno il collegamento alla vicenda lituana. La Lituania infatti ha bloccato le merci russe in transito su gomma e rotaie verso l’enclave russa di Kaliningrad. Il governo della Federazione Russa ha diramato vibranti proteste contro la misura, definita illegale, e ha minacciato pesanti ritorsioni (non diplomatiche ma pratiche). Il conflitto che oppone la Russia all’Ucraina rischia così di estendersi ad altri paesi vicini, come Lituania e forse Polonia. Ecco dunque che la Russia schiera missili a corto raggio in Bielorussia, che possono fare la differenza in un eventuale allargamento del conflitto a questi paesi.
Il “corridoio Suwalki”, che unisce la punta nord occidentale della Bielorussia all’enclave russa di Kaliningrad, attraverso la Polonia, diventa sempre più caldo.

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