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Il Baltico sempre di più “zona calda”

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L’antefatto è ormai noto alle cronache. La Lituania, con il pretesto di voler applicare alla lettera le sanzioni, imposte dall’Ue alla Russia, ha bloccato il transito su rotaia e su gomma delle merci russe nel proprio territorio, dirette verso l’enclave russa di Kaliningrad.

La Federazione Russa ha protestato vivacemente, definendo la misura illegale e minacciando ritorsioni. Il seguito della controversia ha quasi assunto i toni di una dichiarazione di guerra. Il governo tedesco, intimorito dalle possibili devastanti conseguenze di operazioni belliche russe nel Baltico, ha fatto pressione sulla Lituania affinchè ammorbidisse le sue posizioni. Ma la Lituania è stata irremovibile, le merci russe sanzionate dall’Ue, dirette a Kaliningrad, non passano sul nostro territorio.

Si è affermato alcuni giorni orsono su questa testata che il blocco lituano alle merci russe avrebbe reso il “corridoio Suwalki” di importanza cruciale. Previsione azzeccata! Il corridoio Suwalki è quella striscia di territorio polacco – con al centro la cittadina di Suwalki da cui prende nome – che congiunge l’angolo nord occidentale della Bielorussia all’enclave russa di Kaliningrad. In un trafiletto, pubblicato il 2 luglio sul sito “voltairenet.org”, Thierry Meissan rende nota la seguente indiscrezione: (considerata l’intransigenza della Lituania n.d.r.) “per l’approvigionamento dell’enclave russa di Kalinigrad, l’Unione Europea s’appresta a togliere le sanzioni contro la Russia nel corridoio polacco di Suwalki. Per salvare la faccia, l’Ue esige che l’esenzione non si applichi all’esportazione di merci verso altre destinazioni. A norma dei trattati internazionali, il corridoio Suwalki avrebbe dovuto in ogni caso rimanere aperto per i rifornimenti a Kaliningrad”.

Il caso sembrerebbe dunque risolto, la Russia per rifornire la propria enclave di Kalinigrad, invece di passare dalla Lituania, può passare dalla Bielorussia e poi dal corridoio polacco di Suwalki. Guarda caso, però, sono scattate pesanti intimidazioni sotto forma di missili lanciati dall’Ucraina verso il territorio della Bielorussia. Sa un po’ di un “avvertimento mafioso”: se la Bielorussia aiuta la Russia ad aggirare la Lituania, ne pagherà il prezzo.

Il presidente della Bielorussia Lukashenko ha dichiarato che grazie a Dio il nostro sistema Pantsir è riuscito ad intercettare tutti i missili lanciati dalle forze armate ucraine. Lukashenko ha poi aggiunto di aver dato ordine poco meno di un mese fa al suo esercito di mettere sotto tiro i “centri decisionali” nelle capitali dei paesi che sostengono l’Ucraina. Londra? Bruxelles? Parigi? Washington? Se gli avversari di Minsk ha tuonato Lukashenko osano colpire come pianificano, Gomel, la raffineria di Mozyr nel sud, l’aeroporto di Luninets o Brest, la risposta sarà istantanea, solo in un secondo.

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