I prossimi allarmi: autunno caldo? No, freddissimo

2 minuti di lettura

Autunno caldo, o meglio, freddissimo. In Italia risuona la sirena di diversi allarmi, i quali sembrerebbero lontani e microscopici, ma in realtà sono concreti. Vediamoli nel dettaglio per capire cosa sta succedendo e per evitare che si protraggano anche nella prossima stagione, altrimenti prepariamoci ad un autunno freddissimo, buio e caro. 

Il problema più recente è rappresentato dalla crisi di governo. 

Il Movimento 5 Stelle non ha votato la fiducia al governo sul Decreto Aiuti che è stato comunque approvato. Draghi si è quindi presentato in Consiglio dei Ministri, dichiarando le sue dimissioni, le quali sono state respinte da Mattarella. 

Si prospetterebbero due scenari: se Draghi decidesse di lasciare il suo incarico si andrebbe al voto. Un’ipotesi plausibile ma poco auspicabile, dato che salterebbero provvedimenti come: taglio del prezzo della benzina, bonus ai lavoratori, obiettivi PNRR e ne seguirebbero altri. 

L’altro scenario sarebbe andare avanti, ma senza i 5 Stelle. In tal modo si proseguirebbe fino allo scadere naturale della legislatura, il 2023, cosicché il governo potrà continuare a lavorare sui dossier a rischio.

Tutto ciò accade in un momento peraltro difficilissimo: guerra alle porte dell’Europa, inflazione alle stelle, per cui un atteggiamento irresponsabile e fuori luogo viste le numerose e differenti crisi che ad oggi affliggono l’Italia.

A determinare la crisi energetica, trainata dal forte aumento dei costi del gas, sono soprattutto la guerra in Ucraina e la riduzione delle forniture da Mosca. 

Il settore del trasporto pubblico ne risulterebbe duramente colpito, pur avendo uno sguardo rivolto al futuro. Per sostenere il settore è stato approvato un piano di finanziamenti, derivanti dal PNRR e da fondi nazionali, fino al 2033. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giovannini, ha ribadito che gli investimenti per il futuro dovranno puntare su innovazione tecnologica e digitale e sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per riuscire nel salto di qualità.

Inoltre, ad essere a pezzi è anche la sanità. 

Gli ospedali italiani sembrerebbero un’emergenza nell’emergenza per diverse criticità: carenza di personale degli ospedali, mancanza di posti letto, difficoltà organizzative, mancati finanziamenti. In aggiunta, nonostante il Covid, in pronto soccorso per una semplice distorsione alla caviglia il tempo medio di attesa è lungo, forse il nome “lento soccorso” risulterebbe più appropriato. Certo è che la pandemia ha mostrato la debolezza del settore sanitario e l’attuale crisi dei pronto soccorso non è altro che il risultato e la punta dell’iceberg di un sistema ospedaliero in affanno.

Un ulteriore allarme nazionale è rappresentato dall’aumento di caldo torrido e dall’assenza di piogge, infatti dopo la siccità è emergenza incendi.

L’Italia brucia con i roghi triplicati nell’ultimo anno rispetto alla media storica, più di un rogo ogni due giorni dall’inizio del 2022, in un’estate che arriva dopo una primavera classificata come la sesta più calda di sempre sul pianeta. In questi casi la prevenzione è prioritaria, come lo è il bisogno di fare squadra con la protezione civile, con i comuni e con i vigili del fuoco, i quali durante il periodo estivo, intensificano i turni per fronteggiare tempestivamente tale emergenza.

Tuttavia, non si prospetta un’estate decisamente calda solo per le temperature, ma anche per i prezzi di luce e gas. 

L’aumento vertiginoso delle tariffe di energia elettrica e metano non è certo casuale, poiché è dovuto principalmente alle decisioni della Russia di tagliare parzialmente le forniture a Germania e Italia. Di conseguenza, appare sempre più importante e decisivo che i paesi colpiti trovino fonti alternative dalle quali approvvigionarsi. 

Inoltre, le volte in cui il Governo Draghi è dovuto correre ai ripari, per limitare l’impatto delle bollette, sono numerose. Ad esempio, nel Decreto Caro Energia di fine giugno è stato confermato l’azzeramento degli oneri di sistema per il terzo trimestre dell’anno in corso, interessato proprio da questi nuovi aumenti. Poi il bonus 200 euro, in soccorso di lavoratori dipendenti, pensionati e disoccupati. Ma la domanda è: basterà? 

Dunque, il quadro economico – e non solo – del nostro Paese dipende fortemente dall’evoluzione della guerra in Ucraina. 

La guerra risulterebbe quindi “il grande giudice” della situazione italiana.

Di Giulia Longo

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Mostra “Ulisse in Sicilia, Musumeci “Una nuova stagione per Gela”

Articolo successivo

Doppia laurea, iscrizioni dal prossimo anno accademico

0  0,00