L’America in eterna “guerra civile”, cosa sta succendo

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L’America in eterna guerra civile, le sparatorie ormai non si contano più. Illinois e Texas sono solo alcuni tra gli esiti del quadro stragista che infuoca l’America. 

Il libero accesso alle armi e la sempre più diffusa violenza tra i giovani sono solo alcune tra le possibili cause.

Ma si sono realmente verificati i catastrofici peggioramenti sullo scenario mondiale acclamati dalla stampa?

Secondo il Gun Violence Archive nel 2022 negli Stati Uniti si sono verificate 338 sparatorie di massa (dato che necessiterà di aggiornamenti essendo ancora nel mese di luglio).

Per analizzare se realmente si tratti di un trend in aumento possiamo far riferimento ai dati sul numero delle sparatorie di massa negli anni precedenti:

Nel 2021 sono state accertate 691 sparatorie di massa, procedendo a ritroso osserviamo 610 sparatorie di massa nel 2020, 417 sono le sparatorie di massa avvenute nel 2019 fino ad arrivare alle 336 sparatorie di massa registratesi nel 2018.

Attenendoci a queste informazioni, le sparatorie di massa sono più che raddoppiate dal 2018, periodo pre-pandemico, al 2021.

Ma a cosa si devono questi incrementi numerici? Cosa accomuna gli attori delle sparatorie? 

Il killer della parata del 4 luglio alla periferia di Chicago, Robert Crimo, ha 22 anni. L’artefice del massacro nel supermercato di Buffalo è un diciottenne suprematista. L’attore della strage alla scuola elementare di Uvalde, in Texas, Ramos, ha diciotto anni

Stress, disagio, radicalizzazione politica e sociale possono considerarsi tra le cause degli omicidi da armi da fuoco?

Riportando alcuni dati raccolti dal Center for Disease Control and Prevention (CDC) è in aumento anche il numero, quasi costante negli anni precedenti, dei morti da armi da fuoco.

I morti da armi da fuoco per omicidio tra il 2016 e il 2017 sono 28,957, progredendo tra il 2017 e il 2018 sono 28,500, similare anche al numero dei morti tra il 2018 e il 2019 si tratta di 28,372, mentre tra il 2019 e il 2020 il numero si alza a 33,798.

I dati pre-pandemici risultano essere preoccupanti, ma perlopiù costanti negli anni. A cosa possiamo attribuire questo incremento di stragismi e conseguenti vittime?

L’interruzione di alcuni servizi per la salute mentale causati dall’isolamento pandemico ha giocato un ruolo? Si deve tutto all’inasprimento delle tensioni politiche? 

L’aumento delle psicosi, le restrizioni subite dalla popolazione, hanno realmente mutato la situazione americana o si tratta di spiacevoli coincidenze?

Maria Longobardi

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