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Cittadinanza italiana: ecco la mia testimonianza

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Vivo in Italia dall’Agosto del 2008. Sono cresciuta in questo paese dalla tenera età di otto anni, parlo e penso in italiano il 90% delle volte. Ho concluso le scuole elementari, medie e superiori qui in Italia ed ora sono in procinto di laurearmi, con una tesi scritta in italiano. 

Nonostante gran parte della mia vita è stata trascorsa qui, purtroppo, sono ancora in attesa di un pezzo mancante del puzzle: la Cittadinanza Italiana.

Secondo la legge italiana, i figli di immigrati hanno diritto di farne richiesta al compimento della maggiore età, rispettando i limiti indicati di residenza legale, diversa per cittadini UE e per extracomunitari. 

Rientrando perfettamente in queste linee, nel 2018 ho deciso di procedere con la richiesta, affinché potessi completare il mio percorso di adattamento in questo paese. Prima di inviarla formalmente però, ho avuto bisogno di varie documentazioni, alcune reperibili direttamente tramite la Sede Consolare del mio paese in Italia, altre dagli uffici comunali della città estera in cui sono nata.

Per procedere con la richiesta ho avuto bisogno, infatti, del mio atto di nascita tradotto in italiano, di un documento di riconoscimento valido nel paese d’origine, del permesso di soggiorno e del certificato penale. Ho dovuto attestare una competenza linguistica di livello B1 della lingua italiana ed in questo caso mi sono tornati utili i diplomi di terza media e della maturità. Inoltre, è stato necessario attestare la capacità di autonomia finanziaria della mia famiglia, che ha sempre lavorato regolarmente in questo paese. Per procedere ufficialmente con la richiesta, ho effettuato un versamento di € 250,00 ed acquistato una marca da bollo di € 16. 

A Dicembre del 2019 ho inoltrato la richiesta sulla piattaforma riservata a questa procedura. Da quel momento, ogni sera ho controllato lo stato della mia pratica.

A Maggio del 2020 ho ricevuto la comunicazione che l’istanza presentata era stata accettata e che sarei stata contattata per presentare la documentazione originale presso la Prefettura della città in cui risiedo.

Ad Aprile del 2021, finalmente, vengo convocata dagli uffici e presento tutti i miei documenti. Secondo la prassi, fino a nuova comunicazione non dovrò fare altro che ripresentare ogni anno le certificazioni aggiornate di autonomia finanziaria della mia famiglia. 

A Luglio del 2022 sono ancora qui, a controllare ogni giorno le nuove comunicazioni sulla piattaforma. Nella pagina d’apertura appare “L’art. 14, comma 1, lett. c) ha fissato in 48 mesi il termine di definizione per i procedimenti di cittadinanza in corso alla data del 5 ottobre 2018, quindi anche per le domande presentate prima di quella data e non ancora definite, nonché per i procedimenti successivi a quella data”.

L’aumento dei tempi d’attesa mi pongono moltissimi freni, soprattutto per le mie ambizioni professionali. A 22 anni anche un paio di mesi persi possono sembrare un’eternità, perché la vita è pienamente nelle nostre mani ed anche il più piccolo ostacolo può provocarci un danno.

La Cittadinanza Italiana rappresenterebbe per me il consolidamento del legame che ho creato nel corso degli anni con questo paese, con la sua cultura e con la gente, oltre ad un vantaggio per la realizzazione dei miei obiettivi futuri. Sarebbe un premio di grande rilievo che spero di poter riscattare al più presto.

di Maria Ioana Tarnita

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