Pure l’Antitrust tifa Draghi: senza Super Mario addio ddl Concorrenza

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Forse non è saggio iscrivere un presidente di una delle nostre più importanti authority a questa o quella fazione rispetto all’attuale crisi di governo (partito del voto, del non voto tenendo Draghi o al limite senza Draghi), ma nel caso di Roberto Rustichelli, che ieri ha presentato la relazione annuale dell’Antitrust, diventa difficile ignorare quanto il garante della concorrenza sia terrorizzato all’idea di ritrovarsi orfano dell’ex presidente BCE.
Per rendere chiara la sua posizione ha spiegato che l’approvazione della legge annuale sulla Concorrenza, incagliata in commissione Affari produttivi alla Camera in attesa di un accordo sulla liberalizzazione del trasposto taxi, è fondamentale persino per limitare l’aumento dell’inflazione che sta erodendo la capacità di acquisto degli italiani, a partire da quelli economicamente più fragili. Ma appunto, tifare per l’approvazione della legge è tifare per la sopravvivenza dell’attuale esecutivo, perché è ovvio che senza la spinta del duo Draghi-Franco la legge – contestata da tutto il centrodestra e in particolare dall’opposizione di Meloni, patrona dei tassinari romani – finirebbe di sicuro affossata.
Al capo dell’Antitrust ovviamente non interessano tanto le tariffe dei tassisti – che pure sono tra le più alte d’Europa – ma quelle delle aziende del mercato dell’energia, che secondo Rustichelli proporrebbero tariffe molto più convenienti per i cittadini se si arrivasse a una vendita davvero libera: «Occorre concludere — ha spiegato — anche questo processo di liberalizzazione nei termini previsti evitando ulteriori proroghe», dopo quella che ha rinviato la chiusura del mercato tutelato per le famiglie all’inizio del 2024. Parole che gli sono costate critiche durissime dalla solita Codacons, che cita i dati dell’Arera, l’autorità dell’energia, per replicare che «solo 1’8,85% delle offerte disponibili sul mercato libero sono più convenienti rispetto al regime di maggior tutela. Questo nel 2021 e per l’elettricità. La percentuale sale al 14,58% per le offerte del gas». Quindi altro che maggiore concorrenza, secondo il Codacons il mercato tutelato andrebbe mantenuto almeno fino alla fine dell’emergenza energetica, che visto le attuali vicende internazionali potrebbe verificarsi anche tra un paio di decenni. Ma Rustichelli procede per la sua strada, spiegando che eventuali comportamenti scorretti degli operatori del mercato libero vengono immediatamente fermati e sanzionati dall’authority.
Insomma, tutto quanto è contenuto nel Ddl concorrenza, che non a caso si basa in buona parte sulla segnalazione che Rustichelli stesso aveva inviato alla presidenza del Consiglio lo scorso anno, va salvato. Ma perché ciò accada Draghi deve restare stabilmente al suo posto, e possibilmente continuare a operare senza che la Lega e Salvini sostituiscano il M5S nel ruolo di socio guastatore della maggioranza, pronto a ostacolare l’azione dell’esecutivo con voti sulle misure potenzialmente meno gradite all’elettorato.
Di sicuro l’approvazione del Ddl concorrenza sarà il banco di prova perfetto della tenuta della nuova maggioranza, se davvero Super Mario deciderà di restare in sella.

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