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Le trattative sul nucleare iraniano falliscono: un’altra guerra è all’orizzonte?

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Da qualche giorno l’Iran è al centro dell’agenda internazionale.

Si è concluso da poco il vertice di Teheran tra il presidente iraniano Raissi, il presidente russo Putin e il presidente turco Erdogan su Siria, guerra in Ucraina e altro ancora. Ma la questione più scottante riguarda l’ormai quasi scontato fallimento della trattativa per il ripristino del JCPOA, altrimenti detto “accordo sul nucleare iraniano”.

L’accordo prevedeva che l’Iran eliminasse le sue riserve di uranio a medio arricchimento, tagliasse del 98% quelle a basso arricchimento e riducesse di due terzi le sue centrifughe a gas per tredici anni, mentre per i successivi quindici anni l’arrichimento dell’uranio non poteva superare il 3,67%, al fine di evitare che l’Iran si dotasse dell’arma atomica.
L’accordo era stato siglato dall’Iran e dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, più la Germania nel luglio del 2015. L’accordo era stato ferocemente criticato da Israele e dalle comunità ebraiche statunitensi. Donald Trump, succeduto nella carica di presidente degli Usa a Barack Obama, ha poi decretato l’uscita degli Usa dall’accordo, ripristinando le sanzioni all’Iran.

Biden invece ha ripreso le trattative con la Repubblica islamica. Perché lo ha fatto? Semplicemente perché un Iran dotato dell’arma atomica spaventa terribilmente non solo Israele, ma anche gli altri paesi arabi, alleati degli Usa.
Ma la trattativa per il ripristino dell’accordo è finita subito su un binario morto. Gli Usa vorrebbero impedire per sempre all’Iran di possedere una tecnologia nucleare che gli consenta di fabbricare una bomba atomica; al contempo non vogliono togliere le sanzioni al paese degli Ayatollah. Senza le sanzioni americane l’Iran diventerebbe una grande potenza. D’altra parte, la delegazione iraniana è stata irremovibile su questa posizione: prima gli Usa devono eliminare le sanzioni e poi l’Iran tornerà ad osservare le pattuizioni del JCPOA, relative all’arricchimento dell’uranio. Nessuna delle due parti sembra però recedere dalle proprie posizioni.

Considerato perciò l’ormai quasi certo fallimento delle trattative, Joe Biden ha dichiarato che impedirà a tutti i costi all’Iran di fabbricarsi una bomba atomica, se necessario anche con la guerra.

E’ realistica a questo punto l’ipotesi di una guerra Usa-Iran? In un simile conflitto, se Russia e Cina non intervenissero, la superiorità dell’esercito degli Stati Uniti su quello iraniano sarebbe schiacciante. Però l’Iran, con i suoi recenti progressi in campo missilistico, potrebbe radere al suolo Israele e le basi statunitensi in Medio Oriente. Ciò ben prima che l’esercito a stelle e strisce possa schierare una forza militare credibile sul territorio. Sono disposti gli Usa a pagare un simile prezzo?

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