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Cina Vs Nato, vince Huawei

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La leader di Fratelli d’Italia ha incontrato il 26 luglio l’ambasciatore di Taiwan in Italia. Poi ha twittato “Proficuo incontro di lavoro con il rappresentante di Taiwan in Italia, ambasciatore Andrea Sing-Ying Lee. Sempre a fianco di chi crede nei valori della libertà e della democrazia”.

Lo scopo di questo incontro è chiarissimo. Giorgia Meloni, nell’ipotesi di una conquista della premiership alle prossime elezioni, cerca di tranquillizzare il mondo circa la sua assoluta fedeltà al patto atlantico. Giorgia Meloni però non è affatto coerente con le sue posizioni “sovraniste”. La determinazione del governo cinese su Taiwan, che si può riassumere con il motto “una sola Cina”, è proprio di tipo sovranista.

Molto più coerente sul tema Cina-Taiwan è l’ultima minaccia della speaker democratica della Camera Usa, Nancy Pelosi, di recarsi in visita ufficiale proprio a Taiwan. D’altronde i democratici statunitensi sono quanto di più antisovranista esista al mondo. L’unica sovranità che deve essere riconosciuta è la loro, gli altri non ne hanno diritto.
Le autorità della Cina Popolare hanno a loro volta minacciato di dare una risposta militare, se Nancy Pelosi dovesse recarsi a Taiwan.

E proprio su questo tema di un ipotetico confronto militare tra Cina e Usa-Nato è emersa una circostanza intrigante. Un’indagine condotta dall’Fbi ha scoperto che il colosso cinese delle comunicazioni, Huawei, potrebbe bloccare l’arsenale atomico degli Usa; ne ha dato notizia la Cnn nell’ambito di un’inchiesta sul frenetico lavoro di spionaggio della Cina e di controspionaggio americano. Le reti Huawei potrebbero interferire con l’arsenale atomico Usa e bloccarlo. A lanciare l’allarme sono stati i servizi segreti statunitensi.

Huawei ha immediatamente smentito, dichiarando di non possedere simili capacità e il governo cinese ha precisato di non poter operare nello spettro esclusivo della Difesa Usa. Ma l’FBI ha replicato che sarebbe difficile dimostrare un furto di dati da parte di Pechino, ma anche una pur minima possibilità di accedere alle procedure militari Usa è per loro sufficiente per lanciare un allarme sulla sicurezza nazionale. Alcune fonti statunitensi rimaste anonime hanno riferito che non c’è dubbio che l’apparecchiatura di Huawei sia in grado di intercettare non solo il traffico cellulare commerciale, ma anche le onde radio altamente riservate, usate dai militari e di interrompere le comunicazioni critiche del Comando Strategico Usa.

L’ipotesi che una superpotenza – la Cina – possa bloccare l’arsenale atomico di un’altra – gli Usa – non è negativa. Ma l’altra superpotenza – gli Usa – dovrebbe avere un eguale potere di interdizione sul deterrente nucleare delle altre – Russia e Cina. Cosa che al momento non sembra stia accadendo. Questo squilibrio è pericoloso, oltre che imbarazzante.

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