“La Papessa”. Personaggio storico, leggenda medievale o carta dei tarocchi?

2 minuti di lettura

Dal periodo “buio” del medioevo emerge una quantità di simboli e di leggende che ci ha fatto incontrare tante figure emblematiche e tante storie fantastiche che, a molti di noi, hanno fatto da scuola, come favole raccontate dai nonni, ma che, naturalmente, racchiudevano informazioni e insegnamenti. Altro che favole…

La Chiesa e il Cristianesimo avevano un ruolo talmente grande e totalizzante da lasciare pochissimo spazio per altri racconti, forse più laici e grotteschi, ma che comunque conservavano un grande interesse storico oltre che simbolico. Lo stesso passato mitologico pre-cristiano, dal mondo Celtico e dei popoli nordici a quello degli Dei greci e romani, con tutte le figure di contorno ad essi, premeva sulla cultura della società cristiana e riaffiorava qua e là, essendo comunque la sintesi simbolica di qualcosa, un fatto, un evento o un concetto puramente mentale. Ben conosciamo il profondo valore educativo ed illustrativo degli antichi miti, come quello di Proserpina e Plutone, per esempio, che altro non era che il racconto ricostruito del susseguirsi delle stagioni e del profondo mutamento che subiva la natura a causa del clima, della sua morte apparente e temporanea e della successiva rinascita, in un eterno rincorrersi delle vicende umane e naturali.

In questa infinita narrazione di fatti e di simboli, trova un proprio particolare significato la storia, vera o presunta non è importante, della Papessa Giovanna, vissuta o idealmente collocata in uno dei periodi più oscuri e indecifrabili della storia umana e della stessa Chiesa. Dopo la caduta dell’impero romano d’ Occidente nel 476 DC il mondo cristiano e occidentale piomba in un periodo oscuro, di cui poco sappiamo a causa della grande confusione politica durata a lungo, prima che Carlo Magno nell’ 800 riconoscesse un segno di supremazia al Papa di Roma, facendosi incoronare imperatore del Sacro Romano Impero in San Pietro, la notte di Natale. Un gesto, dal valore simbolico enorme, che peserà sulla storia in tutti i secoli successivi, dalla lotta per le investiture, che porterà Enrico IV a Canossa ai piedi di Gregorio VII, fino a Napoleone che ebbe l’ardire di togliere la corona dalle mani del Papa e incoronarsi da solo!

Ma in quel periodo buio, la stessa storia della Chiesa fu confusa e controversa. Papi giovani, figli di aristocratiche e turbolente famiglie romane, preoccupati più degli interessi di famiglia che del bene della Chiesa Universale cercavano di occupare il trono di Pietro. In questo confuso e torbido quadro si inserisce, proprio tra l’ottavo e il nono secolo, la figura della Papessa Giovanna. Certo, l’identità sessuale del clero non era sempre così precisa… Come ben sappiamo anche dai racconti del Boccaccio! Valutare la natura sessuale dei potenti non era tanto semplice, chiusi come erano nei loro impenetrabili palazzi, e scoprire il sesso di un erede o di un personaggio così in alto e irraggiungibile come la figura del Papa poteva essere pericoloso, ma forse al tempo stesso offrire occasioni uniche! Chi avrebbe potuto o osato verificare? Ma questa figura di Papa-donna, che sia esistita o no, assunse in seguito, e per forza di cose, un grande significato simbolico e magico, tanto da entrare a livelli altissimi nella gerarchia delle carte divinatorie per eccellenza : i tarocchi.

E qui il personaggio storico, forse mai esistito, raggiunse un significato enorme e diventò mito. Assemblò in sé una tale quantità di significati e di suggestioni da diventare forse una delle carte più misteriose ed affascinanti di tutti gli arcani maggiori: la donna, la madre, la luna, la conoscenza vera che si ottiene solo con l’intuizione, tipico appannaggio del mondo femminile, quella percezione extrasensoriale, celata agli uomini schiavi esecutori solo del razionale…

Così la lunghissima tradizione delle antiche sacerdotesse, di Iside, Ecate, Diana e Artemide, si ripropone in pieno medioevo nelle vesti sacre e sontuose del più alto livello di potere che può raggiungere un mortale, un simbolo di potere mai più raggiunto, il potere politico e umano ma anche spirituale del  Vicario di Cristo, il Papa, che è al di sopra di ogni altro uomo, re e imperatore compresi che da lui potevano essere incoronati o destituiti, o a volte addirittura scomunicati.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Meloni “Tuteleremo la casa dai pignoramenti e dagli abusivi”

Articolo successivo

Meloni “La casa è un bene primario degli italiani, la tuteleremo”

0  0,00