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La Cina pioniere dell’esplorazione spaziale a scopi commerciali

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I funzionari dell’amministrazione degli Stati Uniti sono preoccupati per i continui progressi della Cina Popolare nell’esplorazione spaziale. I tempi in cui la Nasa godeva di un predominio quasi assoluto in questo campo – con l’Unione Sovietica che arrancava per starle al passo – sono ormai trascorsi.

La Cnsa – China National Space Administration sta facendo passi da gigante e ha conquistato un ruolo guida nell’esplorazione spaziale, anche per scopi commerciali. Innanzitutto, la Cnsa possiede una propria stazione spaziale, denominata Tiangong, che gira intorno alla terra in orbita bassa tra i 340 e i 450 Km di quota e con un’inclinazione di 43° per consentire lanci anche dal centro spaziale di Jiuquan.

Inoltre, dopo aver inviato una sonda ad esplorare il lato nascosto del nostro satellite, la missione cinese Chang’e 5 è partita il 23 novembre 2020 con l’ambizioso progetto di atterrare (o meglio allunare) sul lato nascosto della luna e raccogliere campioni di rocce lunari. La missione Chang’e 5 era costituita da un modulo, composto da un “orbiter” e da un “lander”. Mentre il primo è rimasto ad orbitare intorno alla luna, il secondo è atterrato sul satellite ed ha raccolto 2 Kg circa di materiali lunari. I materiali sono stati trasportati sull’orbiter, che a sua volta li ha portati sulla terra il 16 dicembre 2020, mentre il lander si è schiantato sulla superficie lunare.

Gli scienziati cinesi hanno studiato i materiali raccolti sul suolo lunare e hanno rivelato al mondo, venerdì scorso, la scoperta di un nuovo minerale lunare fosfato, da loro denominato “changesite-(Y)”. La changesite-(Y) è un minerale fosfato che si trova nei basalti lunari, ma la particolarità e l’importanza della scoperta risiede nel fatto che, separatamente, il minerale lunare conteneva anche elio 3, un elemento raro sulla terra, ma abbondante sul suolo lunare.

Cosa c’è di così speciale in Helium 3? L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha spiegato che l’idea di estrarre una forma di energia pulita ed efficiente dalla luna è del tutto possibile perché la superficie lunare contiene grandi quantità di elio 3. Si pensa che questo isotopo possa fornire energia nucleare più sicura in un reattore a fusione, perché non è radioattivo e non produrrebbe rifiuti pericolosi.

Come è noto, da tempo svariate agenzie spaziali, non soltanto governative, ma anche private accarezzano l’idea di estrarre materiali preziosi dagli asteroidi a scopi commerciali. La scoperta cinese può spingere questi soggetti ad orientarsi verso il nostro satellite? Certamente sì. La corsa all’estrazione mineraria sul suolo lunare sta per iniziare, le prime missioni potrebbero partire già nel 2025.

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