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Al Museo Marmottan Monet di Parigi la mostra che rende omaggio al sole

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IL SOLE – UN MONDO DI LUCE

Il dipinto di Claude Monet “Impression. Soleil levant” compie quest’anno 150 anni. Il quadro è passato alla storia per aver dato il nome all’impressionismo, la corrente artistica che rivoluzionò il modo di fare pittura dalla seconda metà dell’Ottocento in Francia.

In occasione di questo anniversario il Museo Marmottan Monet di Parigi, che ospita soprattutto opere di artisti impressionisti, rende omaggio a uno dei grandi nomi del movimento impressionista e al suo illustre capolavoro, con una mostra inaugurata il 21 settembre scorso e che proseguirà fino al 29 gennaio 2023.

La mostra dal titolo “Face au soleil: un astre dans les arts”, letteralmente “Davanti al sole: un astro nell’arte”, esplora le diverse rappresentazioni e accezioni del sole attraverso i secoli, a partire dall’Antichità fino ai giorni nostri con opere prestate da collezionisti privati e da musei europei e americani.

“Face au soleil: un astre dans les arts” è in collaborazione con il Museo Barberini di Potsdam noto per un’importante collezione di opere impressioniste tra cui “Le Port du Havre, effet de nuit” di Monet (interpretazione notturna di “Impression, soleil levant”), e che ospiterà la mostra a partire dal 25 febbraio 2023.
Nel 2014 il museo Marmottan Monet ha realizzato una mostra incentrata su questo capolavoro e intitolata “Impression soleil levant : l’histoire vraie du chef-d’œuvre de Claude Monet”. La mostra presentava il risultato di ricerche svolte su questo dipinto. È proprio nel 2014, che un team di esperti storici dell’arte in collaborazione con astrofisici, hanno potuto individuare il luogo esatto da cui Monet dipinse questo paesaggio, ovvero dalla sua camera dell’Hotel de l’Amirauté a Le Havre, in Normandia, nonché la data e l’ora precisa: il 13 novembre 1872, alle ore 7:15 circa.

Il dipinto ha viaggiato molto poco da quando è entrato a far parte della collezione del Museo Marmottan, nel lontano 1940, ma verrà dato in prestito al Museo d’Orsay di Parigi, il quale organizzerà una mostra anniversario nel 2024 per i 150 anni dalla prima esposizione impressionista del 1874.

“Face au soleil: un astre dans les arts” non nasce come una mostra dedicata all’Impressionismo, come spiega la curatrice e direttore scientifico del Museo Marianne Mathieu.

Il percorso segue un filo cronologico, a cominciare da oggetti d’arte egizi e greci, che rimandano all’accezione del sole come divinità creatrice. Tutto cambia con l’avvento del Cristianesimo, che vede il sole come una delle tante creazioni divine.
Una sezione importante della mostra è dedicata alle scoperte scientifiche, all’osservazione del cielo e ai paesaggi realistici. Durante il suo regno, Luigi XIV, non a caso soprannominato “il re sole”, fonda l’accademia delle scienze e l’osservatorio reale.
Tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo, gli artisti studiano la luce, la sua composizione e cercano di restituirla su tela. Si comincia a dipingere non quello che si vede, ma ciò che si sa. L’artista si posiziona davanti al sole e ne fa il vettore di un suo messaggio personale.
La fine della mostra è dedicata alla teoria della relatività di Einstein che dimostra come l’universo è in continua espansione e come il sole, una stella tra tante, ha un inizio e una fine.

Questo percorso permette al visitatore di immergersi completamente in un mondo di luce. Come ha spiegato il direttore del Marmottan, Érik Desmazières, “face au soleil” fa riferimento alla posizione dello spettatore davanti la tela, di cui il sole è il protagonista indiscusso.

Sofia Barilari

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