Vittoria elettorale di Giorgia Meloni: riflessi geopolitici

1 minuto di lettura

Dal punto di vista geopolitico, in questo momento l’Italia si trova in una posizione molto delicata, non già per ragioni politiche, ma per ragioni eminentemente geografiche.

I due blocchi – Russia-Cina e Occidente – stanno per passare da un conflitto locale ad una vera e propria guerra mondiale. I due belligeranti si contendono l’Europa.

Il blocco Nato-Usa-Ue cerca di mettere il più possibile l’Europa contro Russia e Cina. In alternativa è pronto a distruggere completamente tutta l’Europa occidentale. Come insegna la nota dottrina militare, il nemico che avanza (Russia-Cina) deve trovare davanti a sè soltanto terra bruciata.
D’altronde, continuare a sostenere le sanzioni imposte alla Russia da Usa-Nato-Ue per i singoli paesi europei è comunque un suicidio. Senza il petrolio e il gas russi, da una parte, e senza il manifatturiero cinese, dall’altra, paesi europei come Germania, Francia e Italia andrebbero a rotoli in poco tempo. Tra le potenze europee, l’Italia essendo al centro del Mar Mediterraneo, ha la posizione più importante.

In Italia non si è ancora formata una coscienza politica nazionale, che sia consapevole di queste drammatiche prossime emergenze, ma, per puro spirito di conservazione e di sopravvivenza, gli italiani hanno cominciato a sentire puzza di bruciato e ad avere paura. Da qui la disaffezione verso la politica e la tendenza a sostenere partiti e movimenti anti-sistema. In questo contesto si inserisce la clamorosa vittoria alle elezioni di Camera e Senato del 25 settembre scorso di Fratelli d’Italia e della sua leader, Giorgia Meloni.

Il ruolo dei “controllori del sistema”, Mario Draghi e Ursula Von der Leyen è ovviamente quello di impedire che l’Italia fuoriesca dal recinto Ue e Nato e faccia così crollare tutta l’impalcatura, costruita negli anni dai “poteri forti”. Questo dunque è il senso delle dichiarazioni pre-elettorali di Mario Draghi: chiunque vinca le elezioni, l’Italia dovrà rimanere all’interno della Nato e della Ue.

Le dichiarazioni di Ursula Von der Leyen (in foto) sono ancora più angoscianti, in quanto sembrano le parole di un carceriere. Interrogata da Erica Passoni, germanista, la Von der Leyen, in merito alle allora prossime elezioni italiane, ha dichiarato “vedremo, se le cose vanno in una direzione difficile (come Ungheria e Polonia n.d.r.), abbiamo gli strumenti, se le cose vanno per il verso giusto …”. Come dire, se l’Italia fa la brava, ok. Altrimenti la Ue ha gli strumenti di coercizione per riportarla all’ordine e soprattutto all’obbedienza. Come minaccia davvero non c’è male!
Evidentemente, l’Italia, come ai tempi del Principe di Metternich, è tornata ad essere “un’espressione geografica”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Calcio: Verona. Verdi “Inizio difficile, fare punti contro Udinese”

Articolo successivo

Quartararo punta Buriram “Valiamo più di un ottavo posto”

0  0,00