La questione femminile nelle elezioni politiche

domenica, 9 Ottobre 2022
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Le scorse elezioni politiche del 25 Settembre,  sono state caratterizzate da una campagna elettorale molto complessa. La complessità è scaturita probabilmente dalla pluralità di partiti in corsa e , di conseguenza dalla molteplicità di tematiche affrontate. Fra tutte, hanno ricevuto particolare risonanza le tematiche riguardanti le donne, che hanno preso il nome di “tematiche femminili” per poi dare vita sui social  e al di fuori di essi, ad una vera e propria “questione femminile”.

Tale questione ha fatto  riferimento ai programmi elettorali in quanti tali e,  alle loro proposte d’azione politica, finalizzate, a detta dei partiti, a favorire il pieno sviluppo  della figura della donna in termini di opportunità. Difatti,  la porzione di popolazione italiana composta da donne, è stata individuata da parte dei partiti politici, come destinatari di iniziative specifiche e ben mirate, che hanno avuto l’intenzione di prendere in analisi il tema delle pari opportunità, quindi della lotta alle discriminazioni in ambito lavorativo in prima istanza  e,  per alcuni casi anche nel campo dell’istruzione.

Non ha tardato ad arrivare una risposta da parte del mondo femminile, in particolare modo da quello dell’imprenditoria, che si è espressa in maniera ferma e chiara. In questo settore, l’impresa che è riuscita ad attirare maggiormente l’attenzione dell’opinione pubblica è Confcommercio Imprese per l’Italia, la quale ha stilato un documento riguardante le questioni più importanti e le urgenze da affrontare, rivolgendosi a tutti i partiti e movimenti che hanno preso parte all’appuntamento elettorale. Il documento si è appellato alla responsabilità politica che la prossima legislatura dovrà dimostrare nei confronti delle donne, al fine di favorire l’incremento, dal punto di vista quantitativo, della loro presenza nel settore.

 I dati dell’Organizzazione internazionale del Lavoro e dell’Eurostat, mostrano che negli ultimi 27 anni gli sforzi per ridurre il ‘gender gap’ hanno prodotto risultati modesti, ma non ancora sufficienti. Difatti l’imprenditoria femminile richiede: interventi che mirino al superamento del divario di genere ,ragionando non in termini di agevolazioni , ma di equità;  il rafforzamento della dotazione del fondo a sostegno dell’impresa femminile e,  di ulteriori misure di incentivo che prevedano priorità d’accesso per le imprese femminili e il rifinanziamento dei progetti volti ad incentivare i processi di sostituzione datoriale, consentendo a imprenditori e liberi professionisti di sviluppare forme di conciliazione tra vita professionale e familiare, al contrario della solita penalizzazione.

A posteriori, ora che il risultato delle elezioni è noto da svariati giorni, sorge spontaneo chiedersi: il mondo femminile e  in questo caso specifico quello appartenente al settore terziario, quale tipo di riposta otterrà  dal nuovo governo?

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