Un nuovo anno scolastico è cominciato, ma non c’è nulla di nuovo.

martedì, 18 Ottobre 2022
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Ormai un mese fa, tra il 10 e il 15 settembre 2022, è suonata la prima campanella dando così  inizio a un nuovo anno scolastico che ha portato con sé tutto quel bagaglio di problematiche che da sempre caratterizza il sistema scolastico italiano e che di anno in anno non fa altro che aumentare.

Nella lunga lista di problematiche che accomunano le scuole pubbliche italiane vi sono innanzitutto le questioni del sovraffollamento e dell’agibilità delle strutture. Difatti, come riportato da Cittadinanzattiva, l’Italia conta più di 17 mila classi composte da oltre 25 alunni e da qui ha origine il problema delle cosiddette classi “pollaio”; aule che dovrebbero accogliere un massimo di 26 persone compreso il docente, molto spesso arrivano a ospitare anche 35 studenti. Va da sé che questa questione del sovraffollamento può generare dei rischi in casi di emergenze che rendono necessario evacuare le aule, come ad esempio un rischio sismico o da alluvione. In aggiunta a questo, la maggior parte delle strutture scolastiche non gode di certificazioni di agibilità e ciò significa che le scuole presentano diversi problemi di sicurezza che possono mettere in pericolo studenti, insegnanti e collaboratori scolastici.

Altra situazione che da sempre causa disagi è connessa alla mancanza di personale, in particolar modo di docenti; questo problema inevitabilmente lascia spazio a carenze che gli studenti accusano a livello di apprendimento e di conoscenze, a causa di un’intermittenza nell’erogazione degli insegnamenti, di ripetute sostituzioni di docenti, di cattedre vacanti e lezioni mancate.

Ciò che ha reso tale scenario ancor più difficile da gestire, è stata la pandemia da Covid-19, che ha impattato per due anni, e impatta ancora, sull’organizzazione scolastica, provocando tra studenti e professori confusione e discontinuità, oltre ad una preparazione meno solida dovuta ai numerosi cambiamenti delle modalità di insegnamento, con repentini passaggi da lezioni in didattica a distanza e in presenza. Con la ripresa delle lezioni esclusivamente in presenza e senza più l’obbligo di mascherine, sembrerebbe che i contagi stiano man mano risalendo, specialmente negli istituti secondari di I e II grado, aumentando di conseguenza il numero di studenti e insegnanti costretti a rimanere a casa. Si fa pertanto sempre più probabile il ritorno all’utilizzo obbligatorio di mascherine all’interno delle scuole.

di Marta Gentile

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