/

Trieste Science+Fiction Festival: cinque documentati tra scienza e fantascienza

2 minuti di lettura

Trieste Science+Fiction Festival, il più importante festival italiano dedicato alla fantascienza, in programma dal 1 al 6 novembre a Trieste, annuncia cinque imperdibili documentari che verranno presentati durante la 22° edizione: opere di grande attualità che raccontano i misteri dei ghiacciai, i segreti del carbonio e le conseguenze del cambiamento climatico, la celebre missione spaziale Voyager e il grande cinema di genere.

Nell’ambito dei talk di Mondofuturo, il ciclo di incontri tra scienza e fantascienza che si svolgeranno dal vivo presso il DoubleTree by Hilton Trieste con proiezioni dei documentari nel pomeriggio al Teatro Miela verrà presentato in anteprima italiana “It’s Quieter In the Twilight” (Stati Uniti, 2022) di Billy Miossi, che segue un gruppo selezionato di ingegneri anziani che hanno dedicato la loro vita per portare avanti la missione più lunga e di più vasta portata nella storia della NASA, ovvero il Voyager. Oggi sono lontani dalle luci dei riflettori, eppure questo strano team di brillanti ingegneri, con le loro sonde Voyager, hanno superato il concetto di scoperta, viaggiando tra le stelle spinte solo da una flebile luce solare. Mentre il mondo è passato a navicelle più sofisticate e leader appariscenti, il viaggio celestiale delle obsolete sonde trascende i confini terrestri. Un emozionante omaggio alla squadra dietro la missione che si è spinta più lontano nella storia dell’umanità.

Sempre nell’ambito degli incontri di Mondofuturo verrà presentato “Into the Ice” (Danimarca / Germania, 2022), dove regista Lars Ostenfeld accompagna tre dei principali glaciologi del mondo in una spedizione scientifica dentro a ciò che rimane della calotta glaciale della Groenlandia. Dorthe Dahl-Jensen, Jason Box e Alun Hubbard stanno lavorando per raccogliere dati che possono aiutarci a rispondere alle domande chiave del nostro tempo: quanto velocemente si scioglie il ghiaccio? Quanto velocemente si alza il livello del mare? Quanto tempo ci resta per fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici che stanno sconvolgendo il pianeta? Immagini spettacolari documentano la rischiosa discesa degli scienziati dentro alle impressionanti cavità di ghiaccio, dove il rombo dell’acqua che si scioglie è rotto da continui boati del ghiaccio che si stacca dalle pareti e crolla. Uno scenario che, tra non molti anni, potrebbe restare visibile solo in queste immagini che lo documentano.

Ancora per Mondofuturo il documentario “Carbon – The Unauthorised Biography” (Canada / Germania / Australia, 2022) di Daniella Ortega e Niobe Thompson, che racconta i segreti del carbonio. Attraverso immagini spettacolari e inaspettatamente inusuali, il documentario svela la storia paradossale dell’elemento all’origine della vita, ma anche della sua possibile fine. Narrato in prima persona dalla star della serie-tv “Succession”, Sarah Snook, Carbon racconta della propria origine nell’impetuoso nucleo di una stella esplosa e della turbolenta saga tra le fibre del nostro pianeta in continua evoluzione. Con il contributo di noti scienziati, strabilianti animazioni e una favolosa musica orchestrale, questo documentario ci ricorda che siamo parte della più straordinaria storia dell’universo.

Nella sezione Classix del Trieste Science+Fiction Festival, dedicata ai grandi classici della fantascienza, verrà presentato in anteprima mondiale “The dark side of Society” (Stati Uniti, 2022) di Larry Wade Carrell. Il documentario racconta le origini del film “Society” di Brian Yuzna, cult assoluto del cinema fanta-horror degli anni ‘80. Feroce metafora in salsa splatter sulla borghesia snob americana, “Society” rappresenta il fulminante esordio alla regia di Yuzna, nonché uno dei migliori horror sociopolitici dell’epoca. Il documentario di Carrell svela i retroscena sulle origini del film e sulla sceneggiatura originale, rivelando i segreti di una pellicola pluricensurata che ha segnato la storia del cinema di genere.

Sempre nella sezione Classix ci sarà in anteprima italiana “Orchestrator of Storms” (Inghilterra, 2022) di Dima Ballin e Kat Ellinger, documentario dedicato alla vita e alle opere del regista cult Jean Rollin. Amici, critici e attori che hanno lavorato con lui ci raccontano tutto su quel tormentato artista dalla formazione non convenzionale, artefice di un innovativo surrealismo fantastico che traspare da film originali e inconfondibili come Le viol du vampire, La rose de fer, Fascination, Lèvres de Sang e La morte vivante. Sesso e nudità, innocenza e perversione, estetica stupefacente e rottura delle regole diventarono la cifra stilistica di Rollin.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Fortezza Est. Lo spazio off di Tor Pignattara riparte con la nuova stagione

Articolo successivo

F.1: Ricorso Alpine accolto, restituito ad Alonso 7^ posto Gp Usa

0  0,00