Si è scatenata la bufera nel mondo della ritmica Italiana a seguito della denuncia delle ex atlete della Nazionale di Ginnastica Ritmica, Nina Corradini, Anna Basta e Giulia Galtarossa sugli abusi e le violenze psicologiche che le allenatrici gli avrebbero rivolto per restare nei parametri del peso richiesti.
Alla luce di tali avvenimenti, a Roma il 2 Novembre, si è svolto un vertice che ha visto protagonisti il ministro dello Sport e dei Giovani, Andrea Abodi, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, e il numero uno della Fgi, Gherardo Tecchi: «La dimensione del fenomeno sportivo è importante, ma deve essere chiaro che basta un caso per avere la stessa attenzione di centomila. Le medaglie sono un fattore di orgoglio nazionale, ma non ci sarà mai una medaglia che coprirà comportamenti non adeguati. Siamo praticanti di valori, non predicatori» ha dichiarato il ministro Abodi.
A seguito dell’incontro, tramite una delibera d’urgenza del presidente Gherardo Tecchi, l’Accademia internazionale di ginnastica ritmica di Desio è stata commissariata e, sul caso indaga anche la procura di Brescia, al fine di verificare eventuali rilievi penali nei maltrattamenti, come gli ossessivi controlli sul peso.
In base alla delibera, Tecchi ha disposto che presso la struttura sportiva, una volta alla settimana, venga svolta una verifica da parte di un ufficiale di servizio che ascolti le ginnaste per eventuali episodi anomali. Sono stati stanziati anche 120 mila euro per il progetto di salvaguardia degli atleti.
La questione è ovviamente complessa e delicata, oltre che per i presunti maltrattamenti anche per l’interessamento del Ministero dello sport e della procura di Brescia. E’ quindi necessario lasciare che la giustizia faccia il suo corso ma lo faccia presto.
Nel mentre, è però doveroso riportare le testimonianze delle farfalle della ginnastica ritmica, che indipendentemente dall’esito che ci fornirà la procura di Brescia, hanno dimostrato pubblicamente un notevole coraggio.
La prima a rompere il silenzio è stata la ginnasta romana 19enne, Nina Corradini, che ha fatto parte della Nazionale azzurra fino allo scorso anno: «Mangiavo sempre meno, ma ogni mattina salivo sulla bilancia e non andavo bene. Per due anni ho continuato a subire offese quotidiane. Una volta sono svenuta a colazione, ma le allenatrici mi hanno fatto andare lo stesso in palestra, pensavano fosse una scusa» ha dichiarato la campionessa.
A seguito della testimonianza della Corradini arriva quella di Anna Basta, 21 anni e sua ex compagna di squadra: «In nazionale mi volevano sempre più magra. Ho pensato al suicidio».
Infine anche l’ex campionessa mondiale di ritmica Giulia Galtarossa, successivamente alle dichiarazioni delle sue colleghe, ha trovato il coraggio di parlare, dopo ben dieci anni di silenzio: «Una volta», racconta Giulia «le allenatrici fecero schierare tutte le compagne davanti a me, poi una di loro mi chiese di fare un passo indietro e di girarmi di spalle per far vedere quanto fosse grosso il mio sedere». E ancora, le prescrissero una dieta «e alla fine c’era scritto un messaggio per me: “Abbiamo un maialino in squadra”».
A seguito di questi fatti denunciati il mondo della ginnastica ritmica italiana è in ginocchio. L’auspicio, in questo senso, è che sia fatta luce e qualora le parole delle ex farfalle corrispondessero ai fatti realmente accaduti, è auspicabile che tutte le atlete ed ex atlete nel mondo che hanno subito pressioni e violenze psicologiche ispirandosi alle tre ex-campionesse possano presto anche loro trovare il coraggio di rompere il silenzio, forti del fatto che verranno tutelate da chi di dovere comprese dall’opinione pubblica.



