Ieri c’è stata l’ennesima azione degli attivisti contro l’arte, questa volta nel mirino è finito “Il seminatore al tramonto”, il quadro esposto durante la mostra di Van Gogh a Roma.
Gli ambientalisti sono tornati e, imitando i loro colleghi inglesi di Just Stop Oil, hanno imbrattato con una passata di piselli l’opera esposta a Palazzo Bonaparte, la quale fortunatamente era protetta da un vetro. Le attiviste, come di rito, si sono poi incollate con le mani alla parete urlando slogan contro l’uso del carbone e sul cambiamento climatico.
Di seguito il video dell’accaduto:
L’iniziativa è stata messa in atto da tre esponenti del movimento ambientalista “Ultima Generazione”, costola italiana di “Extinction Rebellion” che ha già messo a segno proteste di questo tipo in alcuni musei all’estero.
Il gruppo di attivisti ha poi commentato: «Tutto ciò che avremmo il diritto di vedere nel nostro presente e nel nostro futuro sta venendo oscurato da una catastrofe reale e imminente, così come questa passata di piselli ha coperto il lavoro nei campi, la casa del contadino e l’energia sprigionata in tutta la scena dal Sole» E hanno poi continuato a spiegare il loro gesto come “un grido disperato e scientificamente fondato, che non può intendersi come semplice vandalismo”, ricordando che il quadro – protetto da un vetro – non ha riportato danni. Sul posto sono poi intervenuti i carabinieri che hanno identificato le ragazze, autrici della protesta.
Tuttavia questa azione non è una novità, poiché sono già stati colpiti i quadri di artisti come Botticelli, Monet, Picasso. E adesso, di nuovo, Vincent Van Gogh.
Infatti questo tipo di protesta è diventato sempre più comune negli ultimi mesi ed è stato messo in atto da diversi gruppi ambientalisti in tutta Europa. Qualche settimana fa, il gruppo Just Stop Oil aveva lanciato un barattolo di zuppa contro I Girasoli di Van Gogh, esposti alla National Gallery di Londra. Nelle settimane successive lo stesso destino è toccato anche a Il Pagliaio, un’opera di Claude Monet esposta a Potsdam, in Germania. Oppure La ragazza con l’orecchino di perla, il celebre quadro di Jan Vermeer custodito nel museo Mauritshuis dell’Aia, nei Paesi Bassi.
A commentare la vicenda è stato anche il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: «Attaccare l’arte è un atto ignobile che va fermamente condannato. La cultura, che è alla base della nostra identità, va difesa e protetta, non certo utilizzata come megafono per altre forme di protesta».
Inoltre, secondo il ministro, l’atto degli ambientalisti «non può passare come una legittima espressione di protesta. I reati contro i beni culturali sono puniti gravemente e gli autori sono perseguibili penalmente», ha ricordato Sangiuliano.
Dunque, anche se il quadro non è stato danneggiato, è comunque un atto irrispettoso, di enorme gravità e dannoso nell’immaginario collettivo.
Infatti al momento nel mirino ci sono solo le opere con i vetri ma non è da escludere la possibilità che qualcuno possa replicare il gesto con quadri senza una protezione e, conseguentemente, provocare danni gravi e irreparabili.



