Elon Musk è riuscito davvero a liberare twitter?

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E’ ormai sulla bocca di tutti l’ultima acquisizione da 44 miliardi di dollari, completata, con non pochi imprevisti, pochi giorni fa da Elon Musk. Ebbene sì, Il capo di Tesla e Space X ha comprato twitter e non ha tardato ad annunciarlo sulla stessa piattaforma: «The bird is freed» «l’uccellino è libero», ha dichiarato Musk. La decisione  dell’imprenditore statunitense  ha fatto molto discutere, tanto da riscuotere una risonanza mediatica non indifferente.

Difatti l’opinione pubblica, il mondo dei social, ma anche il settore politico, si interrogano da svariati giorni sulla causante che ha spinto Musk a procedere con un acquisto di tale portata, che va al di fuori dal suo solito settore di operazione.

In questo senso, il settimanale d’informazione The Economist si è espresso in merito alla questione, chiedendosi se questo non diventerà: «un affare infernale» per Musk e, allo stesso modo La National Public Radio statunitense, pensa che Twitter possa essere la balena bianca di Elon Musk: «un’ossessione destinata a rovinarlo come Moby Dick rovinò il capitano Achab». 

Nonostante questa serie di pronostici negativi, provenienti da  enti e personalità  competenti nell’area del business digitale, perché Elon Musk ha deciso di acquistare twitter? L’imprenditore ha fatto intendere che la decisione è nata dopo l’esclusione di Donald Trump dalla piattaforma, in seguito all’assalto di Capitol Hill del 6 gennaio 2021.

Musk ha quindi  sostenuto che non era più garantita la libertà di espressione sulla piattaforma. Dietro l’acquisto del social network vi è quindi, a detta del nuovo proprietario di twitter, l’intenzione di  costruire un tessuto digitale libero e, quella di garantire uno spazio egualitario, all’interno del quale ogni utente si troverà nella posizione di scegliere l’esperienza maggiormente concorde con le sue preferenze.

Si tratterebbe di intenzioni e promesse senz’altro nobili, se non fossero già state infrante. Difatti  il Magnate, ha da poco annunciato di voler concedere la spunta blu solo a pagamento ed Il prezzo potrebbe variare da paese a paese, in base al potere d’acquisto.

A detta di Musk, questa è un’azione a favore dell’equità, ma per gran parte degli utenti twitter si tratta di una contraddizione in termini, poiché il blue check non sarà più  attribuito ai membri della piattaforma che hanno dato un contributo di spessore, tramite i loro contenuti al social network, ma sarà accessibile solo tramite pagamento.

Questa serie di cambiamenti portati dalla “rivoluzione Musk” sembrano non piacere agli utenti, tanto che alcuni di loro hanno minacciato di lasciare il social. Difatti Il romanziere Stephen King, in uno scambio con lo stesso Elon Musk, ha affermato di non voler pagare 20 dollari per la propria spunta blu. «Vadano a farsi fo***re. Dovrebbero pagarmi loro» ha scritto, senza mezzi termini, lo scrittore e sceneggiatore americano.

A questo punto, alla luce dei recenti accadimenti, è lecito chiedersi: Elon Musk è l’uomo giusto per liberare twitter? Difficile a dirsi, data l’imprevedibilità del personaggio e l’ambiente ostile che si sta strutturando attorno a lui. Quello che è certo è che l’imprenditore statunitense si sta ritrovando ad affrontare delle variabili che con tutta probabilità aveva sottovalutato.

 

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