Anche la Francia contro Macron, cosa sta succedendo

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Nel momento più critico dei rapporti diplomatici tra Italia e Francia, con migliaia di migranti bloccati su navi delle ONG e barconi, occorre comprendere le visioni francesi sul fenomeno migratorio che colpisce sempre maggiormente gli Stati del Mediterraneo.

Negli scorsi giorni abbiamo infatti assistito ad un congelamento totale delle relazioni tra il nostro governo e i “cugini” d’oltralpe. I due esecutivi appaiono assolutamente in disaccordo su chi debba prendersi cura dei rifugiati, con il ministro dell’Interno francese Darmanin che ha immediatamente schierato 500 poliziotti alla frontiera.

La polemica in Francia è in particolare esplosa a causa della decisione del Presidente Emmanuel Macron di far attraccare la Ocean Viking nel porto di Tolone, non troppo lontano da Marsiglia. La stampa francese non ha esitato ad attaccare l’operato del governo di Parigi, supportati da numerosi deputati sia del Rassemblement della Le Pen che della “gauche”. Da un lato, quello di destra, si critica la debolezza di Macron che, a detta di molti, si è immediatamente arreso al pugno duro di Giorgia Meloni. Dall’altro, la sinistra francese è invece naturalmente d’accordo con la decisione di accogliere i rifugiati nel porto militare di Tolone, riaffermando uno tra i principali valori francesi, la “fraternité”. Manon Aubry, leader della sinistra radicale, ha comunque accusato il Presidente di non aver agito prima, riconoscendo come la Francia debba, per oneri storici, accogliere i migranti a prescindere. 

Questa è infatti la prima volta che i Francesi si trovano a soccorrere una nave ONG nel loro territorio e, secondo molti, dovrebbe anche essere l’ultima. L’opinione pubblica francese è infatti fortemente contraria all’immigrazione clandestina che ha già colpito le città dell’epoca finale del colonialismo e con la decolonizzazione. La destra della LePen ha sottolineato più volte quanto,  al giorno d’oggi, gli immigrati clandestini siano sempre maggiormente un problema, un’argomentazione particolarmente condivisa con quella fetta di popolazione francese non razzista ma fortemente spaventata dagli attentati terroristici portati avanti dalla popolazione islamica. In Francia circa 1 cittadino su 4 appartiene ad una minoranza e circa il 10% dei cittadini francesi sono immigrati regolarmente residenti sul territorio, mentre in Italia questo numero si sofferma poco sotto il 9%. 

Rimanendo sul punto di vista francese riguardante la questione dell’immigrazione clandestina, bisogna comprendere come la Francia e i francesi abbiano un forte timore riguardante l’arrivo di nuovi rifugiati, in particolare a seguito dei tragici eventi del Bataclan e di Nizza. Alcuni filosofi e professori di storia francese criticano, all’interno della loro popolazione, un  razzismo intrinseco dovuto all’incapacità della cultura francese di accettare e ammettere una serie di errori compiuti nelle colonie e nella decolonizzazione. Gli studi post-coloniali vedono infatti nei corsi e ricorsi della storia una rottura ideologica dei colonialisti con il loro passato e, secondo gli analisti di questa branca storica, i francesi non hanno ancora assimilato completamente tale distacco. 

Guardando ai dati statistici, il sito istituzionale della Repubblica di Francia ha recentemente pubblicato uno studio riguardante lo sviluppo degli atti xenofobi, razzisti e anti-religiosi, notando come ci siano stati più di 6300 crimini di questo tipo nel solo 2021. Anche all’interno di una serie di questionari proposti dalle maggiori testate francesi si è notato come circa 1 francese ogni 2 reputi che ci siano troppi immigrati sul territorio, il 38% inoltre vede una minaccia nell’Islam e, infine, piu di un francese ogni 3 crede che siano gli immigrati a non integrarsi, e non il contrario. 

Ricordiamo infatti come i nostri cugini siano stati più volte all’interno di scandali internazionali per via di una vera e propria ghettizzazione delle minoranze all’interno delle banlieues.

 

Concludendo, la questione migratoria rimarrà a lungo al centro del dibattito europeo. Ad oggi appare evidente che gli accordi di Dublino siano diventati obsoleti, la mole di rifugiati che arriva non permette alle poche nazioni che affacciano sul Mediterraneo di concedere la giusta assistenza ai migranti, le ONG giocano un ruolo estremamente importante ma sono costantemente criticate, ed andrebbero quindi regolamentate. Infine, nel momento in cui la reazione di un alleato all’arrivo di una nave nei propri porti è quella di chiudere le frontiere con 500 poliziotti e di incrinare le relazioni diplomatiche con l’Italia, l’intera Unione Europea può comprendere di aver fallito su questa tematica. 

di Riccardo Maria Losacco 

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