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Bali: un G20 avvelenato. Ecco da chi

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Si è aperto il 15 novembre a Bali il vertice internazionale tra le principali potenze mondiali – gruppo dei 20. Per la prima volta è stata Giorgia Meloni a rappresentare l’Italia e, dopo lungo tempo, Biden e Xi Jinping si sono incontrati faccia a faccia. Queste le novità. Ci sarebbero sulla carta tutte le premesse per un allentamento delle tensioni che attanagliano soprattutto la regione indo-pacifico. Ma il G20 di Bali è destinato a svolgersi in un clima decisamente avvelenato.

La rivalità tra Usa e Cina è andata in scena già agli eventi del summit Asean, che si è chiuso domenica in Cambogia. A rincarare la dose ha provveduto il Global Times, organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Cinese, che in un editoriale di qualche giorno fa, ha sparato ad alzo zero, accusando l’occidente di voler portare il confronto politico contro la Cina Popolare nella sede del G20 e ciò sarebbe “un grave inquinamento per il prezioso format che è destinato ad essere condannato all’unanimità dalla comunità internazionale”.

Quali sono stati i fattori che hanno scatenato la tensione tra Usa e Cina? Innanzitutto la questione taiwanese. Con la visita a Taiwan della speaker della Camera Usa Nancy Pelosi e le successive manovre militari cinesi la tensione nel Mar Cinese Meridionale è salita alle stelle. Di recente, poi, le manovre militari congiunte di Usa e Corea del Sud nel Mar Cinese Orientale hanno provocato la risposta militare della Corea del Nord, che ha lanciato svariati missili e perfino colpi di artiglieria verso la Corea del Sud ed il Giappone. 180 aerei caccia di Pyongyang hanno volato fino a sfiorare lo spazio aereo sudcoreano. Anche in questo quadrante la tensione è altissima. Le recentissime dichiarazioni dell’Ammiraglio Charles Richard, Comandante dell’U.S. Strategic Command – Stratcom – poi, hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco. La guerra in Ucraina, ha detto l’ammiraglio, è soltanto un “riscaldamento”. Il grosso sta arrivando. Richard guarda con grande apprensione agli sviluppi della Cina Popolare in campo militare, che metterebbero in serio pericolo la capacità di deterrenza Usa, soprattutto quella nucleare. Valutando il livello di deterrenza Usa contro la Cina, secondo l’ammiraglio “la nave sta affondando lentamente” in quanto i cinesi “stanno mettendo in campo capacità più velocemente di noi”. Diversi rapporti dei servizi statunitensi, infatti, evidenziano la costruzione da parte della Cina Popolare di nuove testate nucleari, ma soprattutto di nuovi silo di lancio, mentre la Russia sta acquisendo capacità sempre nuove e migliori, legate principalmente allo sviluppo di sistemi di consegna ipersonici.

Se le preoccupazioni dei maggiori leader mondiali sono quelle di avere un livello di armamenti superiore a quello degli altri, come si può sperare poi che in seno al G20 fioriscano la distensione e la pace?

 

 

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