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Armi all’Ucraina: i primi segnali contraddittori

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Se l’Italia si attesta sulla linea militarista e filoatlantista, resta da vedere cosa stanno facendo in questo momento le altre potenze. Nello scenario internazionale, si colgono attualmente segnali contraddittori. Ad esempio, Usa e Francia, a seguito del bilaterale dei presidenti Biden e Macron, hanno lanciato una conferenza per la pace tra Russia e Ucraina a Parigi il 13 dicembre prossimo. Poi, però, la Von der Leyen ha proposto l’istituzione di un tribunale specializzato sui crimini di guerra russi in Ucraina, irritando non poco Mosca.

Mentre la diplomazia internazionale si agita, con prese di posizione alterne e contraddittorie, si profila all’orizzonte una nuova crisi nel silenzio generale dei media occidentali. Si tratta del conflitto che coinvolge le milizie curde, i militari statunitensi, turchi, siriani e russi nel nord della Siria. Se la crisi esplode, potrebbe avere ripercussioni molto più pesanti della stessa guerra in Ucraina.

Questi i fatti. Dopo l’attentato che ha insanguinato Istanbul, i turchi hanno immediatamente puntato il dito contro i curdi appoggiati dagli Usa nel nord della Siria. Quindi, hanno cominciato a bombardare le postazioni curde nella suddetta area minacciando un’invasione di terra. Gli Usa che sostengono i curdi siriani contro il governo di Bashar al Assad e che hanno realizzato basi militari nel nord della Siria, hanno intimato alla Turchia di desistere dal suo intento di invadere il nord della Siria. I curdi siriani, però, non si sono sentiti abbastanza tutelati dai nordamericani e hanno invocato contro i turchi l’aiuto dei militari russi di stanza in Siria. Anche la Russia ha chiesto perciò alla Turchia di evitare un’invasione di terra, che possa alterare i già fragili equilibri nell’area. Di fronte all’ostinazione dei turchi, i militari russi sono entrati in azione. Come riportato dal sito russo Avia.pro, colonne militari russe si stanno radunando verso il confine turco siriano. Ufficialmente, la parte russa non ha commentato la possibilità di fornire supporto ai curdi siriani, in relazione all’attacco turco. Tuttavia, un convoglio di almeno tre camion militari, uno dei quali trainava un obice da campo, è stato filmato nei pressi di Tel Rifat, che si trova a soli 15 chilometri dal confine turco. La Russia è categoricamente contraria a qualsiasi escalation in Siria, ma la Turchia rifiuta di ascoltare Mosca. Sarà da vedere se seguiranno sviluppi in merito all’incandescente situazione curdo siriana.

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