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I retroscena del terremoto in casa Juventus

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Allarme terremoto in casa Juventus. In effetti la società sportiva ha recentemente annunciato le dimissioni dei membri del proprio consiglio di amministrazione, in seguito alle indagini per le cosiddette “plusvalenze false” e alle ulteriori presunte irregolarità nel pagamento degli stipendi dei calciatori e nei bilanci societari.

Il passo indietro del presidente, Andrea Agnelli, sta segnando per la Juventus la fine dell’era più vincente della storia bianconera, costellata da 9 scudetti consecutivi, oltre a cinque coppe Italia e altrettante Supercoppe, senza dimenticare le due finali di Champions perse: con il Barcellona nel 2015 e il Real Madrid nel 2017.

Quindi un vero e proprio terremoto chiuderebbe l’era della Juventus, la quale sarebbe stata definita dallo stesso ex presidente, di “risultati eccezionali”.

Tuttavia, nel Cda non sembrerebbe essere stata individuata una linea condivisa d’azione. Infatti, su proposta di Agnelli, tutti avrebbero rassegnato le dimissioni e il Cda sarebbe poi decaduto, ma comunque proseguirebbe in regime di prorogatio fino all’assemblea dei soci del 18 gennaio, in cui dovrebbe essere nominato un nuovo consiglio di amministrazione, probabilmente costituito da tecnici.

L’inchiesta della Juventus si chiamerebbe Prisma, nella quale gli inquirenti avrebbero ipotizzato i reati di: false comunicazioni sociali, ovvero falso in bilancio, manipolazione del mercato, trattandosi di società quotata in borsa, ma anche ostacoli all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza e dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti.

Inoltre, sarebbero molteplici le operazioni sospette riguardo le plusvalenze, le quali aumenterebbero in modo smisurato il valore di un giocatore. Infatti l’elenco apparirebbe lungo e comprenderebbe in tutto 282,1 milioni di euro, una cifra notevole su cui sarebbero in corso gli accertamenti.

Dunque, per i presunti reati interverrebbe il codice di giustizia sportiva con l’articolo 31, riguardo le violazioni in materia gestionale ed economica, il quale prevederebbe sanzioni dalla multa all’inibizione dei dirigenti, fino ai punti di penalizzazione. Solo se poi venisse provata la falsificazione dei documenti contabili, al fine di ottenere l’iscrizione al campionato, la pena massima sarebbe l’esclusione dal torneo o la retrocessione.

Ma, a fronte dei differenti reati ipotetici, come si difenderebbe la Juventus?

Per quanto riguarda la questione plusvalenze fittizie, la società sportiva avrebbe sottolineato in più occasioni: «due sentenze della giustizia sportiva hanno già riconosciuto la piena regolarità contabile da parte della società». Mentre, sulla manovra stipendi, si sarebbe deciso di contabilizzarli in maniera diversa, recependo gli appunti mossi dai magistrati, i quali indagherebbero sui conti bianconeri. Invece, per la giustizia ordinaria bisognerebbe attendere almeno l’esercizio dell’azione penale e le richieste di rinvio a giudizio.

Di conseguenza la seguente partita della Juventus sembrerebbe essere destinata a durare più dei soliti 90 minuti, perché la vicenda si presenterebbe molto lunga e decisamente complessa.

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