Tornano gli anarchici. Alfredo Cospito fra corsi e ricorsi storici

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penitenziario

L’anarchico Alfredo Cospito, personaggio di spicco della Federazione anarchica informale-Fri, torna a far parlare di sé successivamente al processo svoltosi davanti alla corte d’assise d’appello di Torino, il 5 dicembre 2022.
Accusato assieme a Beniamino di una serie di attentati nel nord Italia tra il 2003 e il 2016 effettuati adoperando ordigni e plichi esplosivi contro politici, forze dell’ordine e giornalisti, Cospito è anche responsabile di aver gambizzato nel 2012 Roberto Adinolfi.

Esito del processo che è consistito in un rinvio alla Corte Costituzionale della decisione inerente al perpetuare o meno nell’applicazione dell’articolo 41 bis del codice penale sul “carcere duro”, successivamente allo sciopero della fame posto in essere da Cospito; con cui il detenuto avrebbe perso più di 25 kg.

Nelle sue azioni, corsi e ricorsi storici: come lo sciopero della fame intrapreso dalle suffragette britanniche dell’Unione politica e sociale per ottenere il riconoscimento da parte del governo britannico del loro status di prigioniere politiche (dal 1909 al 1914). Stesse modalità, differenti motivazioni alla base; ma che forse stavolta non condurrà alle medesime conclusioni.

Un dato di cronaca importante quello del ritorno degli anarchici sulla scena italiana ed europea: dall’attentato a Sasso Marconi con cui sono stati distrutti due ripetitori, a quello alla Marr di Anzola delle quattro bottiglie incendiarie, fino alla solidarietà manifestata a Cospito degli anarchici greci con la rivendicazione dell’attentato Schlein.

Nonostante l’attualità della questione, molte sono anche le analogie tra il processo svoltosi a Torino e le dinamiche della storia italiana degli anni settanta. Un esempio? La riunione di una trentina di anarchici di fronte al Tribunale di sorveglianza di Roma successivo alla richiesta di ergastolo per Cospito.
Fenomeno estremamente ridondante, quello dell’occupazione delle aule di tribunale, ai tempi delle Brigate Rosse.
Stanno tornando gli anni di piombo?

Maria Longobardi

 

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