SuperTrump, è caccia alla figurine

venerdì, 23 Dicembre 2022
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“L’America ha bisogno di un supereroe” ed il giorno successivo un SuperTrump in tutina rossa e mantello patriottico, con tanto di fisico da paura, fa la sua apparizione online. La fantasia dell’ex Presidente USA in campo pubblicitario appare ben lontana dall’esaurirsi.

Lo scorso 15 Dicembre Trump ha deciso di stupire il web con un “IMPORTANTE ANNUNCIO” pubblicato sulla sua piattaforma, “Truth”.

Sono ufficialmente uscite le nuove figurine di Donald Trump, vendute in formato NFT a 99 dollari l’una, e raffiguranti il miliardario repubblicano nelle vesti più disparate.

Un nuovo livello di personificazione della politica è stato indubbiamente toccato con questa nuova particolare iniziativa. “Come le figurine di baseball ma più divertenti”, così le definisce Donald Trump nel suo annuncio, oltre ad esortare i suoi followers a “collezionarle tutte al più presto” ed ancora suggerirle come un “ottimo regalo di natale”.

Un linguaggio, dunque, che non risulta per nulla innovativo all’orecchio dei più attenti, anzi, risuona nelle nostre teste come una campanella dal passato per rispedirci dritti agli anni delle figurine vendute in edicola.

L’operazione nostalgia di Trump, però, strizza l’occhio anche alle nuove generazioni. 

Il formato digitale, l’annuncio tramite social, lo spirito goliardico delle figurine, sono tutti elementi funzionali a tendere una mano anche al futuro, in un’operazione di marketing a dir poco ben eseguita.

Nella corsa alle elezioni 2024, Trump ha deciso di sferrare un altro colpo al più giovane (e attualmente favorito) avversario di partito Ron DeSantis.

Innovazione e modernità sembrano quindi essere le parole chiave di questa nuova campagna elettorale. Fino a che punto però la stravaganza dell’ex Presidente riuscirà a mantenere intatta la sua credibilità?

 

Non dimentichiamo che Donald Trump è attualmente coinvolto in diverse controversie giudiziarie, in particolare dopo l’attacco a Capitol Hill del gennaio 2021 e le più recenti accuse di frode ed evasione fiscale. 

Che questa grande confusione attorno al suo nome possa essere placata o nascosta in qualche modo all’occhio attento dell’opinione pubblica è sicuramente l’auspicio del repubblicano; dall’altra parte però incombe vivido il rischio di risultare semplicemente più ridicolo e cadere ancora più in basso nei sondaggi.

Dietro una divertente manovra manovra di self-branding si cela quindi una strategia di marketing tanto rischiosa quanto curata sul piano comunicativo.

La creazione di un immaginario basato esclusivamente sulla propria personalità, può essere davvero la mossa vincente? O sarà proprio quest’ultima a cedere sotto il peso di troppe aspettative?

Di Gianluigi Gazerro

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