I Mondiali Qatar-rifrangenti: “ipocrisie” e tanti soldi

sabato, 24 Dicembre 2022
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Giù il sipario per i Mondiali in Qatar e su la coppa per l’Argentina, la nazionale vincitrice dei Mondiali dell’ipocrisia. In effetti l’evento ha sicuramente affascinato ma allo stesso tempo ha presentato dei chiaroscuri.

La competizione che si è chiusa domenica ha puntato i riflettori su diversi aspetti, come l’identità. I giocatori del Marocco, dopo ogni match, si sono inginocchiati e hanno pregato, mentre per quanto riguarda il Giappone il saluto imperiale con l’inchino è ribadito in diverse occasioni, per strada, nei negozi e anche su un campo da calcio. Infatti è saltato agli occhi di tutti quando la nazionale del Giappone è uscita dignitosamente dal Mondiale, ai calci di rigore contro la Croazia, e l’allenatore Hajime Moriyasu si è inchinato, un gesto di certo per lui normalissimo, ma capace di rimbalzare per le emittenti e i social di mezzo globo un istante dopo.

Perciò i Mondiali in Qatar sono stati ben diversi e lontani da un comune evento sportivo, perché caratterizzati da una voglia dei giocatori nel ricordare la propria identità, ma anche di protesta vista la vicenda riguardante i Diritti LGBTQI+. Ma non solo, perché l’evento calcistico è stato associato anche alla morte per via di un’inchiesta che ha rivelato dei retroscena agghiaccianti. Infatti dal 2010 il Qatar ha vinto la selezione per ospitare i Mondiali di calcio del 2022 e da allora più di 6500 lavoratori migranti sono morti a causa delle pessime condizioni di vita e di lavoro in cui sono stati costretti a operare.

Un altro chiaroscuro è stato messo in luce da Mbappé, il quale ha ignorato il presidente francese Macron che a fine partita è sceso in campo per premiare i calciatori ma soprattutto consolarli. In effetti non sono bastate una tripletta ed una prestazione fenomenale, a Kylian Mbappé, per sollevare un’altra Coppa del Mondo e dopo la sconfitta il presidente francese gli si è avvicinato per confortarlo, però l’attaccante, forse ancora in trance agonistica, non lo ha degnato di uno sguardo. Insomma, il politico è stato rimbalzato come un corpo estraneo, un intruso che ha cercato di entrare in un mondo non suo.

Ma l’ipocrisia non è finita qui. Il capitano della squadra vincitrice, Leo Messi, ha potuto finalmente alzare al cielo la Coppa del Mondo, ma lo ha fatto con un look molto particolare. Infatti dopo i saluti di rito alle autorità e la cerimonia di assegnazione della medaglia d’oro, la stella dell’Argentina è stata fermata dagli addetti ai lavori e in primis dall’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani che gli ha messo sulle spalle un particolare mantello. Una mossa astuta quella delle autorità del Paese mediorientale: in questo modo si è legata l’immagine del Qatar, attraverso un suo indumento tipico, al calciatore argentino nel momento più importante della sua carriera. Così, nell’immagine della premiazione dell’Argentina destinata a rimanere nella storia del calcio per sempre, ci sarà anche il riferimento al Qatar e alla sua supremazia economica, dunque un atto di propaganda ben congeniato.

Insomma, l’evento calcistico ha accontentato tutti, perché gli appassionati di calcio si sono goduti la Coppa del Mondo, mentre chi è solito osservare la corruzione e l’ipocrisia mondiale è riuscito a sedersi comodo e godersi l’evento calcistico.

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