La mostra in corso alle Scuderie del Quirinale fino al 10 aprile dal titolo ARTE LIBERATA 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra, è una nuova grande esposizione curata da Luigi Gallo e Raffaella Morselli ed organizzata dalle stesse Scuderie in collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche, l’ICCD – Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione e l’Archivio Luce – Cinecittà.
Una selezione di oltre cento capolavori salvati durante il conflitto oltre che un ampio panorama documentario, fotografico e sonoro, riuniti grazie alla collaborazione di quaranta tra musei e Istituti. Un racconto avvincente ed emozionante di un momento drammatico per il nostro Paese ma altrettanto lungimirante e fondativo per una nuova coscienza civica, un omaggio doveroso alle donne e agli uomini che, nella drammatica contingenza bellica, hanno interpretato la propria professione all’insegna di un interesse comune, coscienti del patrimonio da salvare.
Capolavori straordinari come il Discobolo Lancellotti, la Danae di Tiziano Vecellio trafugata nel 1943 e appesa nella camera da letto di Göring prima di essere recuperata, e ancora lavori come Santa Palazia del Guercino, la Madonna in trono del Riccio dalla Cà d’Oro, si intrecciano alle circa centoquaranta riproduzioni fotografiche e ai documenti storici, filmati d’epoca, testimonianze significative di una delle pagine più drammatiche della storia del nostro Paese.
Fulcro del progetto espositivo è l’azione lungimirante di quei Soprintendenti e funzionari dell’amministrazione delle Belle Arti che, supportati da storici dell’arte e rappresentanti delle gerarchie vaticane, si resero interpreti, come Pasquale Rotondi – giovane soprintendente delle Marche – di una grande impresa di salvaguardia del patrimonio artistico-culturale. Suddivisa in due nuclei, il primo riguarda le esportazioni forzate e il mercato dell’arte mentre il secondo – Spostamenti e ricoveri – trova inizio nel 1939, quando, con l’invasione della Polonia da parte di Hitler, il ministro dell’educazione Giuseppe Bottai mise in atto le operazioni di messa in sicurezza del patrimonio culturale, elaborando un piano per lo spostamento dei capolavori. Da qui il percorso intreccia molte storie, dai rapporti tra i sovrintendenti italiani e il Vaticano all’impegno fondamentale di curatrici donne come Fernanda Wittgens, Palma Bucarelli, Noemi Gabrielli, Jole Bovio. Rotondi che incaricato di approntare un deposito nazionale, mise in salvo diverse opere, ricopre in questa sezione un ruolo chiave.
Come di consueto, anche in occasione della mostra ARTE LIBERATA 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra, le Scuderie del Quirinale propongono ai visitatori, a partire da gennaio 2023, un ricco programma di incontri collaterali: una serie di conferenze – coordinate dal giornalista Paolo Conti ed organizzate presso la sede delle Scuderie del Quirinale – volte ad approfondire alcuni aspetti peculiari della rassegna attraverso il racconto di storici dell’arte, archeologi, documentaristi e dei protagonisti del recupero delle opere d’arte trafugate, quali i Monument Men ed il Nucleo Arma dei Carabinieri.



