Che succede? La capitale morale del Paese è improvvisamente diventata una pericolosa centrale della criminalità? Tutt’altro; Milano è una delle città più sicure d’Europa e quindi del mondo; secondo l’ultimo rapporto della Direzione centrale della polizia criminale (per quelli a cui piacciono le sigle da film, Criminalpol) nel capoluogo lombardo nel 2022 ci sono stati appena 19 omicidi, contro i 100 di Parigi e addirittura i 179 (sì, quasi dieci volte tanti) di Bruxelles, che pure conta meno abitanti.
E allora cosa c’è che non torna? C’è che Roma, a dispetto delle ridicole narrazioni giornalistiche e televisive che la vorrebbero una seconda o terza Gomorra, la capitale della Mafia, la sede dei Casamonica prima che del Papa, è una città incredibilmente sicura. A fronte dei suoi 4,2 milioni di abitanti la provincia ha registrato 26 omicidi, uno ogni 161mila persone. Meglio persino di Milano, che conta una popolazione minore.
La situazione non cambia se andiamo ad analizzare altri tipi di crimini: Roma è al 44esimo posto tra le città italiane per numero di denunce di violenze sessuali in rapporto al numero di abitanti (Trieste è al primo, Bologna al secondo, Milano al settimo) e risulta dietro Milano anche nei furti, nei borseggi, persino nei furti di ciclomotori.
Purtroppo di questi dati c’è pochissima eco sulla stampa italiana: ne hanno parlato testate come Il Post e il romano di adozione Mattia Feltri sull’Huffington Post. Tutti gli altri preferiscono adeguarsi alla narrazione Suburra che tanti soldi fa fare a Netflix; quindi ecco le centinaia di articoli inorriditi per l’attentato alla studentessa israeliana la sera di capodanno; un fatto di cronaca terribile che certo era normale venisse raccontato, ma certo non accoppiandolo a una narrazione del tutto falsa che vedrebbe la stazione Termini come una specie di covo di criminali.
La cruda verità dei numeri racconta tutta un’altra storia: nel 2022 si sono contate appena 60 denunce relative all’area della stazione; un calo clamoroso rispetto alle circa 400 degli anni precedenti, dovuto all’installazione di 1200 telecamere che hanno reso quasi impossibile operare a rapinatori e borseggiatori senza essere visti e rintracciati.
Ma si sa che la stampa preferisce puntare l’attenzione su un altro tipo di telecamere, quello delle serie tv che rappresentano la Città eterna come la culla del vizio, i cui cittadini sono tutti più o meno invischiati in truffe, impicci e crimini più o meno violenti.
Dato che l’industria editoriale italiana è quasi tutta basata a Milano e non ha alcun interesse a cambiare questa narrativa sarebbe bene che quel che resta di quella romana provveda a ribaltarla. Con i fatti, non la fiction.



