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I ROS, chi sono gli uomini dietro al passamontagna?

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Chi sono i ROS? Potremmo anzitutto individuarli nello storico arresto del pluriricercato boss Matteo Messina Denaro dello scorso 26 Gennaio 2023.

I filmati che mostrano il capo dei capi di “Cosa Nostra”, Matteo Messina Denaro, latitante da quasi 30 anni, inquadrano a più riprese alcuni uomini del ROS dal volto travisato da un passamontagna.
L’arresto di un boss del calibro di Matteo Messina Denaro, infatti, ha richiesto l’ausilio delle Forze Speciali italiane, in particolare quello del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri.

Ufficialmente nati il 3 Dicembre 1990 dalle ceneri del Nucleo Speciale Antiterrorismo, ma operativi già da qualche anno, furono istituiti dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
In questa prima fase storica l’emergenza terrorismo, in particolare quello di matrice politico-ideologica legato alle Brigate Rosse, richiese la nascita di un reparto altamente specializzato, in grado di colpire le organizzazioni malavitose al fine di annientarle. È questo il periodo in cui si affinano nuove tecniche di osservazione e pedinamento, anche attraverso perquisizioni sempre più attente ad ogni dettaglio.

Qualsiasi chiave rinvenuta nei covi dei brigatisti, rivela lo stesso reparto, impegnava gli investigatori per giorni al fine di scoprire quali porte aprisse. È cosa nota che alcuni Carabinieri si iscrissero all’università sotto falso nome, sostenendo anche i relativi esami, al fine di seguire più da vicino le attività dei gruppi malavitosi; altri andarono a lavorare in fabbrica come operai, iniziando a svolgere lo stesso stile di vita degli individui oggetto d’indagine e pedinamenti. Vennero affittati appartamenti per l’osservazione, contraffatte le targhe delle auto utilizzate nelle indagini e impiegati numeri di cellulare intestati ad utenti fantasma per ottenere più informazioni possibili senza destare alcun sospetto.
Tecniche investigative non convenzionali, quelle affinate dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, per mettere in posizione sfavorevole la criminalità organizzata.

In queste operazioni sempre più prezioso si è rivelato essere l’effetto sorpresa: molto spesso in occasione di retate di arresto si è preferito lasciare in libertà alcuni soggetti al fine di seguirli per scovare successivamente altri ricercati ancora a piede libero.
Un’attività fondamentale è stata quella di conoscere ogni aspetto delle organizzazioni criminali e terroristiche, avviando un processo di innovazione continua, anche con l’ausilio di intercettazioni audio, documentazione video-fotografica e reti di telecomunicazioni.

Oltre ai fenomeni di narcotraffico, organizzazioni finalizzate a delinquere e terrorismo di matrice politica e confessionale, una nuova minaccia è andata sviluppandosi a partire dagli anni ‘90: i gruppi anarco-insurrezionalisti come la “Federazione Anarchica Informale”. Si è avvertita quindi la necessità di creare il nuovo Reparto di Indagini Telematiche, allo scopo di contrastare i fenomeni di radicalizzazione online, diffusione di “Fake News”, interruzione dei servizi essenziali tramite attività di “hacking” e lotta allo spionaggio industriale.

Ad oggi il Raggruppamento Operativo Speciale vanta, oltre ad una struttura centrale, numerosi reparti periferici a Torino, Milano, Roma, Bari, Napoli, Catanzaro, Reggio Calabria e Palermo.
Non si può certo negare che, da poco trascorso il trentatreesimo anniversario della sua fondazione, i membri del ROS non potessero desiderare maggior compenso al proprio assiduo lavoro di indagine, dell’arresto del più ricercato latitante d’Italia: Matteo Messina Denaro.

Riccardo Sciarra

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