Rivoluzionare il settore delle costruzioni, dell’isolamento termico e nella transizione ecologica grazie al legno? Oggi pare un progetto possibile.
Come? Grazie ai due biopolimeri più abbondanti sulla terra, materiali estremamente resistenti che si estraggono dal legno: la cellulosa grezza e la lignina.
Ma perché il legno si può considerare così promettente?
Stando alle ricerche condotte dalle università KTH e del Maryland, il legno che siamo soliti conoscere ha iniziato ad assumere le sembianze più disparate. Dopo una bollitura per eliminarne lignina e cellulosa e con l’aggiunta di una resina, ad esempio, il legno diventa un valido sostituto del vetro: ugualmente traslucido, ma con più elevate capacità isolanti e di accumulare calore.
Ma non solo, dal legno si può ricavare anche la plastica, altrettanto resistente rispetto ai prodotti del petrolio, con l’aggiunta di essere completamente biodegradabile e compostabile.
Un altro tipo di prodotto straordinariamente ottenibile è il super-legno: un validissimo sostituto dell’acciaio derivato da una lavorazione della cellulosa, più resistente del metallo e di molte leve di titanio ed estremamente più leggero.
Certo è che il legno non possa completamente sostituire l’acciaio perché come tutte le biomasse va adoperato con attenzione. Tuttavia il suo impiego nelle costruzioni potrebbe avere un impatto ambientale significativamente più positivo rispetto all’utilizzo di questo materiale per la produzione energetica. Così facendo, difatti, la CO2 viene imprigionata per un lungo periodo di tempo e non viene liberata immediatamente in atmosfera.
Maria Longobardi
