Il Festival di Sanremo 2023 ha fatto clamore come ogni anno ma non c’è nulla di nuovo.
Cinque intense serate in cui una lunga serie di celebrità tentano il tutto per tutto per valorizzare il poco tempo che hanno a disposizione nel più funzionale dei modi.
Lo scandalo gioca spesso un ruolo vincente.
Sotto la più grande lente di ingrandimento del mondo dello spettacolo, l’ego degli artisti che lo occupano trova la sua più grande possibilità di realizzazione.
Sul palco del festival di Sanremo si assiste anno dopo anno a momenti “di rottura”, più o meno condivisibili e graditi. A determinarne il successo mediatico o la condanna sono sempre le modalità scelte dagli artisti per creare lo scandalo.
Se l’anno scorso una canzone d’amore dedicata all’amore libero ed uguale tra persone dello stesso sesso e non, in cui i due artisti (Blanco e Mamhood) si dedicavano a vicenda strofa dopo strofa in un duetto famoso oggi in tutto il mondo, quest anno é stata la volta dell’omosessualità “virtuale”, da social network. Un momento di scandalo da riproporre per mesi ed apparire ovunque.
Un metodo che non rappresenta certo una novità, ma che resta tra i più efficienti.
Quando il bisogno patologico di alimentare il proprio seguito incontra i temi caldi di una battaglia dai cui esiti dipende la felicità di un numero sempre più grande di individui, il risultato converge spesso sull’ipocrisia.
Ad essere messa a rischio, è proprio l’integrità e la credibilità della questione. Dalla comunità LGBT infatti, si sta manifestando in questi giorni una corrente contraria alle scelte di Fedez e Rosa Chemical, a conferma del fatto che la controversia nata dal famoso bacio, non riguarda soltanto i conservatori italiani.
A più di una settimana dalla fine del festival, tra azioni legali aperte ed inchieste indesiderate, entrambi gli artisti hanno fatto ciò che andava fatto, hanno portato acqua al proprio mulino e lo hanno fatto nel modo più efficiente possibile.
Il prezzo? Minare una battaglia in cui tutti e due avevano assunto una posizione chiara, provocando una rottura interna al movimento Lgbt ed un clamore esterno che, in un clima già poco favorevole, non aiuterà di certo la causa.
Gianluigi Gazerro



