Discriminazioni di prezzo in discoteca: galanteria o strumentalizzazione?

martedì, 28 Febbraio 2023
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Che la discoteca sia ormai il luogo emblematico della movida non è una novità, e non è una novità neanche il fatto che questa costituisca il principale punto di ritrovo tra ragazzi e ragazze, il posto giusto per far scoccare la scintilla insomma. Da recenti sondaggi sembrerebbe però che, la lista dei clienti abituali, tenderebbe sempre più verso il genere maschile, facendo così tremare il mercato della movida notturna.

E se queste arrivassero a non costituire più un punto d’incontro tra ragazzi? Il mercato fallirebbe?
Certo che no, arriva il marketing in soccorso!

Infatti per ovviare al problema la maggior parte dei locali da ballo ha intrapreso una politica di prezzo molto differente rispetto a quella degli anni passati, si è deciso di far pagare alle donne una quota nettamente inferiore rispetto a quella pagata dagli uomini e, in certi casi, di permettere addirittura l’ingresso gratuito. Evidentemente la tattica ha funzionato, negli ultimi mesi infatti si è registrato un aumento delle “quote rosa” in discoteca. C’è da dire però che, come sempre, le critiche non si sono fatte attendere. Anche a questo riguardo le opinioni sono nettamente contrastanti.

C’è chi è convinto che si tratti di un atto di pura galanteria nei confronti del genere femminile. Come ad indicare un’ipotetica preferenza, e necessità, delle donne all’interno delle stesse discoteche, ma una preferenza sulla base di cosa?
A questa domanda rispondono coloro che non condividono la precedente ipotesi affermando che, l’unico motivo per il quale le ragazze vengono “spintaneamente” condotte in discoteca, è per attirare il maggior numero di ragazzi possibili. Una vera e propria strumentalizzazione delle donne quindi?
Nonostante ciò eccoci però tornati alle origini, i ragazzi si incontrano, dialogano, un drink tira l’altro, e il bilancio economico delle discoteche cresce.

Che si tratti di un gesto molto carino nei confronti delle ragazze è innegabile, a meno che non lo si guardi da un punto di vista differente, più lucido diciamo, in quel caso si tratta di una delle più alte forme di strumentalizzazione e discriminazione delle donne possibile!

Francesca Pandolfi

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