Superenalotto: scorciatoia alla ricchezza o “politically incorrect”?

mercoledì, 29 Marzo 2023
1 minuto di lettura

È politicamente corretto celebrare la vittoria di 73.8 milioni di euro al Superenalotto con le reali
percentuali di vincita? Perché diamo così tanta rilevanza a queste notizie?
In un mondo dove difficilmente il sacrificio fa notizia, mentre l’intuizione rende celebri e ricchi; è sempre
più lecito chiedersi quali siano o stiano diventando i nuovi ideali da promuovere.
Come direbbe Marzullo: “La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?”

Ma quanto è raggiungibile il sogno di diventare milionari vincendo al Superenalotto?
La probabilità di indovinare la sestina vincente è di 1 su 622.614.630 … Una percentuale statisticamente
minima, ma che non impedisce a circa 10 milioni di italiani di tentare settimanalmente la sorte. Con quali
conseguenze?

Oltre ad incentivare false speranze e fornire una velleitaria scorciatoia alla ricchezza , con la promozione di
vincite facili a giochi come il Superenalotto, si contribuisce ad enfatizzare i disturbi legati alla ludopatia .
Gratta e vinci sparsi per tutto il mondo che anche con piccole vincite ci danno l’illusione di essere fortunati,
spingendoci ad investire sempre più denaro in questi sistemi di arricchimento aleatori. Nella maggior
parte dei casi, infatti, quando si vincono pochi soldi con questi sistemi, vengono immediatamente rispesi
nell’acquisto di un altro biglietto innescando una reazione a catena più o meno volontaria.
Se il gioco lo fanno i giocatori, ed a tutti è capitato di partecipare ad uno di questi almeno una volta, resta
ad ognuno naturale domandarsi quanto lo si faccia per divertimento e quanto per realizzare più facilmente i
nostri “sogni di gloria”…

Maria Longobardi

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