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Meme “falsi d’autore”: come difendersi

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Sembrava l’ennesimo meme passeggero del weekend, eppure, giorni dopo, continua a far parlare di sé. La foto che ritrae Papa Francesco indossare un Moncler ha infatti sollevato una questione che è andata ben oltre la viralità. Il nodo della faccenda? Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella percezione distorta della realtà. La foto di Papa Francesco, con piumino bianco oversize da rapper e crocifisso al collo in bella vista, ha fatto il giro del mondo, ma è un clamoroso fake, indubbiamente ben riuscito, ma creato dall’intelligenza artificiale. A specificarlo è stato anche Twitter: “Questa è un’immagine falsa creata dall’intelligenza artificiale Midjourney e pubblicata su Reddit”.

Non è la prima volta che questa tecnologia rimbalza sulle cronache internazionali. Emmanuel Macron è stato raffigurato mentre protesta contro la sua riforma delle pensioni, Vladimir Putin inginocchiato davanti a Xi Jinping, ma anche l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump che, invece, sembrerebbe arrestato. Queste sono solo alcuni dei meme diventati virali negli ultimi giorni e che hanno animato l’opinione pubblica sui social network. Eppure sono tutti meme di foto fake. Eccone alcune:

L’autore delle immagini virali è Midjourney, un software di intelligenza artificiale, creato negli Stati Uniti. Si tratta di un programma text-to-image, ossia in grado di generare immagini partendo da un testo scritto ed è disponibile in rete. Come funziona però il software? Per utilizzarlo, è sufficiente scrivere il comando “/imagine”, seguito da una descrizione in inglese del soggetto che si vuole creare. Infine è sufficiente inviare un comando al generatore chiedendo l’immagine da creare, che permetterà così di ottenenere un risultato decisamente realistico.

Le foto fake di Midjourney sono incredibilmente verosimili, tanto che in molti sui social sono caduti nel tranello. Ma, per quanto realistiche, le foto dell’IA presentano ancora dei punti deboli che consentono un facile riconoscimento. Come ha riportato l’esperto di IA, Henry Ajder, nonostante i continui aggiornamenti, i software di intelligenza artificiale hanno ancora problemi nel ricreare le mani. Nel caso del meme del pontefice, ad esempio, la tazzina da caffè nella mano destra appare come un «pasticcio deformato». I difetti sono visibili anche negli occhiali, che presentano secondo Ajder una chiara «incoerenza con l’ombreggiatura sul viso». Stesso discorso per l’immagine virale di Putin in ginocchio davanti a Xi Jinping perchè «la testa del presidente russo è troppo grande e il piede fuori asse».

E’ sufficiente fare un po’ di attenzione ai dettagli per riuscire a riconoscere le immagini generate artificialmente e ci sono alcuni indizi: l’aspetto iper-realistico, i testi casuali nelle etichette degli abiti o nei tesserini, dita e collo posizionati male, gli sguardi che non seguono necessariamente la scena. In generale, è necessario un po’ di senso critico per non cadere nell’inganno della disinformazione.

Sono poi insorti i problemi riguardo l’IA applicata alle immagini, in primis è critica la situazione lavorativa per grafici e artisti e, in secondo luogo, sarà sempre più complicato distinguere tra notizie vere e false. Ecco perchè l’intelligenza artificiale ci insegna che le fonti sono importanti, e dovremo fare sempre più attenzione a ciò che vediamo sul web.

Anche lo stesso Papa Francesco, durante l’incontro dei Minerva Dialogues con esperti e scienziati in Vaticano, ha dedicato parte del suo discorso all’IA. «La tecnologia è di grande aiuto per l’umanità. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ha il potenziale per dare un contributo benefico» ha riferito il Santo Padre. Il Papa ha però confermato come sia necessario agire in «modo etico e responsabile» nella progettazione e nella finalizzazione al fine di rispettare la dignità umana.

Facendo seguito alle foto, il caso che ha scomodato il Vaticano apre una riflessione sul potere e sull’abuso che possono essere esercitati dalla nuova generazione di tecnologie su milioni e milioni di utenti che cadono nel tranello. Esaurito il fascino che certi scorci escapisti o certe architetture futuristiche possono esercitare sotto il dito dello scrolling, infatti, il problema sulla veridicità dei fatti e il mancato riscontro alla fonte dei lettori riaffiora dal web, soprattutto quando si parla di persone e non di cose. Distinguere il falso dal vero, il mito dall’autentico, pone ora una domanda lecita: dove inizia e dove finisce la realtà? 

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