Intelligenza artificiale: spaventa i suoi stessi creatori

giovedì, 6 Aprile 2023
1 minuto di lettura

Dall’osannare il progresso repentino della tecnologia, ad un’ inchiodata improvvisa: l’intelligenza artificiale spaventa i suoi stessi creatori.

Dalla chiusura di ChatGTP, il modello programmato per interagire dialogare, rifiutare richieste non appropriate e addirittura ammettere quando sbaglia.

Anche Musk arriva a chiedere una moratoria all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Uno strumento immediato, quanto pericoloso. Tremendamente razionale ma non per questo sempre leale nei confronti dei propri utilizzatori, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale viene sempre di più messo in discussione sullo scenario mondiale. Ma quali sono le cause di questa improvvisa battuta d’arresto? Molti restano i dubbi aperti sulla questione.

Si può programmare la morale di un computer? Si possono educare le macchine ai valori umani? Resta da chiedersi se i creatori di questi modelli non abbiano riflettuto sulle reali implicazioni e conseguenze dei sistemi che stavano sviluppando…

La loro capacità di migliorarsi autonomamente e continuamente, senza accusare: stanchezza, distrazione e limiti alla concentrazione tipici degli esseri umani. Una risorsa e un kamikaze per la società attuale e futura.Che sia una vera e propria resa dei conti per i programmi di ricerca per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale?

Se siamo ancora in tempo per rispondere all’allarme lanciato dai big mondiali nel settore;  quanto può essere grave la situazione per aver fatto sì che gli esperti e investitori contraddicessero se stessi e le proprie aziende?

I sei mesi di moratoria saranno sufficienti per arginare l’esondazione?

 

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