L’inaccettabile attivismo “ambientalista”

sabato, 8 Aprile 2023
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L’ultimo blitz ambientalista degli attivisti di Ultima Generazione è accaduto a Roma.

A finire nel mirino, questa volta, è la fontana della Barcaccia, in piazza di Spagna, che è stata riempita di liquido nero nella mattinata di sabato 1 aprile. Gli ambientalisti hanno dichiarato che si tratta di una vernice a base di carbone vegetale, spiegando il gesto ambientalista come un atto per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del cambiamento climatico.

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha effettuato un sopralluogo poco dopo e ha dichiarato: “Ho sentito il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sta seguendo anche lui la vicenda e abbiamo parlato dei danni che questi avvenimenti rischiano di lasciare a monumenti fragili e preziosi”.

Gualtieri ha poi sottolineato: “Roma è una città fortemente impegnata sulla difesa ambientale, condividiamo le preoccupazioni sui mutamenti climatici ma questo non è il metodo giusto: non si aiuta l’ambiente danneggiando il patrimonio storico e artistico. ”

In seguito al caso scoppiato all’ultimo blitz degli attivisti, il Governo sta pensando al nuovo reato di danneggiamento dei beni culturali e artistici per chi “imbratta” le opere d’arte. L’immediata risposta è arrivata dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha dichiarato: «La protesta alla Barcaccia è la goccia che fa traboccare il vaso. È ora di dire basta: siamo davanti a una sistematica azione di vandalismo del nostro patrimonio artistico e culturale che non c’entra assolutamente nulla con la tutela dell’ambiente. Chi danneggia i nostri beni culturali non può passarla liscia e va punito severamente», ha affermato Sangiuliano promettendo presto «una norma che faccia pagare ai responsabili di questi danni gli interventi necessari per il ripristino dei luoghi».

Ma ci sarebbero pene più severe, come anche l’arresto facoltativo in flagranza per “distruzione, deturpamento, deterioramento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali e artistici”. Questo è il contenuto del disegno di legge presentato dalla Lega, che attualmente è in esame al Senato, e che sembra essere dedicato a punire le azioni di disobbedienza non violenta degli ambientalisti, in particolare di quelli di Ultima Generazione e degli altri gruppi di giovani militanti come Just Stop Oil e Extinction Rebellion.

Il problema, come sempre, è quello di usare i mezzi più efficaci sul piano mediatico. Qui, invece, si rischia di ottenere il risultato opposto: trasformare l’ambientalismo in un nemico, uno strumento di aggressione che non può non provocare una reazione uguale e contraria. Infatti, i giovani di Ultima Generazione che hanno imbrattato la fontana della Barcaccia, nel cuore di Roma, non si rendono conto di provocare con le loro azioni dimostrative un effetto controproducente che non giova di certo alla causa ambientalista che vogliono difendere.

Com’è già accaduto nei mesi scorsi con gli assalti ai musei e alle opere d’arte, gli ambientalisti suscitano riprovazione e condanna rischiando così di alienarsi anche le simpatie dei loro potenziali sostenitori. In effetti, le critiche non sono mancate anche da chi ha inizialmente sostenuto la loro battaglia. D’altronde un attacco all’arte, alla cultura, che nascono per il bene dell’umanità, non può giustificare la battaglia per una causa, anche la più condivisibile. Colpire un monumento, infatti, non può che suscitare una collera generale.

Ovviamente il tema della difesa dell’ambiente è fondamentale e proprio per questo non va perseguito con azioni illegali, dannose e sbagliate, alle quali, per rimediare, è richiesto uso di acqua, energia, che sono atti in contraddizione alla stessa difesa ambientale. Inoltre, se il gesto ambientalista rischia di arrecare un danno permanente, il tutto diviene inaccettabile.

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