Migranti si o migranti no?L’Italia si divide

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Il nuovo Decreto sull’immigrazione licenziato dal governo a seguito della tragedia di Cutro, ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema migranti. In sostanza la stretta messa in atto dall’esecutivo, tramite i 21 emendamenti, andrà a favorire una serie di interventi sulla riduzione e revoca dell’accoglienza, riformulerà la protezione speciale e aggiornerà i periodi di intrattenimento nei CPR.

Nello specifico 15 emendamenti riguardano il contrasto all’immigrazione clandestina e 6 mirano a migliorare l’integrazione dei cittadini stranieri sul nostro territorio. Questa è senz’altro la tematica che ha causato maggiori contrasti all’interno dell’opinione pubblica.

Difatti quella dell’integrazione si è da sempre presentata come una questione alquanto spigolosa tanto all’interno del contesto politico quanto all’interno di quello sociale. A dimostrarlo sono gli ultimi dati forniti dal sondaggista  Pagnoncelli, che tramite le percentuali raccolte è riuscito a dare un’impostazione alquanto chiara alla questione.

In questo senso il 35% degli italiani ha affermato che sarebbe funzionale per il paese una riduzione di stranieri su territorio nazionale. La motivazione, ad avviso della maggioranza relativa sarebbe la convinzione che la fitta presenza di persone straniere sia un’apporto più negativo che positivo rispetto al welfare state.

Il 27% del campione preso in analisi ha ritenuto che sarebbe auspicabile mantenere il numero corrente di stranieri in Italia. In questo senso l’esecutivo dovrebbe seguire una linea d’azione che non favorisca l’aumento dei flussi migratori ma al contempo che si contrapponga anche alla diminuzione di essi.

Inutile dire che in termini di concretezza, una politica  migratoria così statica è pressoché inverosimile. Il 17% invece si è mostrato favorevole alla presenza di stranieri in Italia ed anzi ne auspica l’aumento. In quest’ultima percentuale vi è una presenza non indifferente di statisti, negozianti e impresari che vedono nell’aumento dei flussi migratori un’ovvia connotazione positiva. 

In questo senso gli statisti hanno individuato nella folta presenza di stranieri in Italia  una possibile risoluzione alla problematica demografica, che da più di 20 anni affligge la penisola. Al contrario gli esercenti, sperano in un possibile e al contempo repentino aumento della forza lavoro.

Le diversi percentuali, accompagnate dai pareri contrapposti dimostrano a tutti gli effetti la complessità della questione. Difatti l’Italia sul tema immigrazione si presenta in una modalità  tutt’altro che coesa tanto all’interno del parterre sociale, quanto all’interno di quello politico.

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