Da settimane viene rimbalzata sui media la notizia che l’Ucraina è pronta alla controffensiva di primavera, per riprendere non soltanto i territori del Donbass, conquistati dall’esercito russo, ma addirittura la Crimea.
Qualche giorno fa, inoltre, si sarebbe verificata una clamorosa fuga di documenti militari statunitensi, alcuni classificati come “top secret”, finiti sui social network. Il Pentagono ha definito la vicenda un vero incubo e il gruppo di intelligence dei “Five Eyes” – Australia, Canada, Nuova Zelanda e Gran Bretagna – attende una soluzione dagli Usa. I documenti trapelati dal Pentagono e pubblicati su Twitter, Telegram e altri social network, riguardano i piani della prossima controffensiva ucraina di primavera. In questa imminente campagna militare, gli Usa avrebbero previsto di impiegare almeno dodici brigate, circa sessantamila uomini, dei quali una parte formata da ucraini e una parte da americani, con supporto di mezzi blindati.
Ma, si tratta veramente di una fuga di notizie? E, soprattutto, i documenti trapelati dal Pentagono sono autentici?
Sembra che i documenti militari pubblicati sui social network siano stati rimaneggiati, per cui non sarebbero autentici. A questa incredibile conclusione sono giunti proprio gli ucraini. Dopo che la documentazione è stata analizzata, Mikhailo Podolyak, comunicatore e consigliere del Presidente Zelensky, ha detto che i documenti non sono autentici e che non hanno nulla a che fare con i piani ucraini, in quanto basati su una grande quantità di informazioni fittizie.
Quanto ai russi, non è noto se abbiano o meno analizzato la documentazione trapelata dal Pentagono. In ogni caso il Generale russo, Eduard Basurin, e l’oligarca russo, Evgeny Prigozhin, capo della Pmc Wagner, hanno concordemente stabilito che Kiev, per la prossima controffensiva potrà mettere in campo dai duecentomila ai quattrocentomila uomini e che la direzione principale dell’attacco sarà quella di Zaporizhia. Da qui, infatti, il gruppo di attacco potrebbe raggiungere rapidamente il Mar d’Azov.
Tutte queste illazioni sulla controffensiva ucraina, compresa la presunta fuga di notizie segrete dal Pentagono, si infrangono contro la dura realtà dei fatti: l’Ucraina non ha più munizioni per l’esercito, perché i suoi fornitori occidentali le hanno esaurite. Questa penuria dipende da un problema industriale. Mentre le fabbriche russe producono munizioni a tutta birra, i paesi occidentali le fabbriche di proiettili le hanno chiuse o delocalizzate! Perciò, gli Usa e i paesi dell’Ue dovrebbero riavviare la produzione di munizioni e pezzi di ricambio per i loro eserciti. Ma occorre tempo e denaro. Intanto, per la prossima controffensiva i militari ucraini con che cosa sparano? Viene perciò da pensare che la controffensiva ucraina e la fuga di notizie dal Pentagono siano soltanto un colossale bluff.



