Scandalo Dalai Lama, pedofilia o passatempo per le masse?

mercoledì, 12 Aprile 2023
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Il video è emerso negli ultimi giorni, il Dalai Lama che avanza proposte scandalose ad un bambino presente alla cerimonia in questione è già virale.

“Succhia la lingua“, è la frase incriminata, un giovane ragazzo tibetano la vittima.

Lo scandalo questa volta era annunciato.

Sui profili social del Dalai Lama è comparso un messaggio ufficiale di scuse nel giro di poche ore dall’accaduto.

Il messaggio, scritto come prevedibile in terza persona, è evidentemente il plasticoso risultato di una comunicazione distaccata, disinteressata e troppo estranea all’accaduto.

La vera domanda è: basterà un messaggio dell’ufficio stampa a placare o addirittura disinnescare lo scandalo?

Quando si tratta di personaggi pubblici, ancor più se religiosi, le accuse di pedofilia sono tanto facili da attirare quanto difficili da disperdere, è uno spettacolo a cui assistiamo troppo spesso.

Quello che doveva essere un gesto “innocuo e goliardico”, a detta del leader spirituale, potrebbe causare spaccature non indifferenti nel mondo buddhista e non solo.

Nell’era dei social, dove tutto diventa dominio pubblico all’istante della prima pubblicazione, l’immagine di questi personaggi, considerati pilastri della moralità fino a prova contraria, è costantemente sotto minaccia.

Se fino a qualche anno fa un episodio come questo sarebbe passato quasi inosservato agli occhi del mondo occidentale, oggi trova posto in tempo reale sulle prime pagine di ogni giornale.

Il dubbio a questo punto diventa un altro, mentre l’Occidente grida allo scandalo e mette il Dalai Lama alla gogna, ci si dovrebbe chiedere piuttosto quanti di questi scandali sono passati inosservati negli anni. Senza un video che documentasse la “gaffe” della guida spirituale tibetana, si parlerebbe ancora di scandalo mondiale o sarebbe passato tutto liscio sotto un’attenzione ridimensionata del popolo?

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