Qualche giorno fa commentavamo proprio su questo giornale che la stampa internazionale era molto più morbida con Sunak rispetto a Meloni sul tema della gestione dell’immigrazione clandestina (per chi non lo ricordasse, chi arriva illegalmente in UK verrà spedito in Ruanda, dove resterà anche in caso di accoglienza della richiesta di asilo, “gradito” ospite del paese africano).
Le Meloni ha dimostrato di aver fatto la stessa riflessione, e ha avuto l’idea geniale di andare a Londra a incontrare il premier britannico, lodando di fronte ai giornalisti la sua politica anti immigrati e dimostrando nel farlo che quella italiana è molto meno dura di quella britannica. Approvando pubblicamente la linea dura di Sunak la leader di FdI ha fatto poi un gesto meno banale di quello che si possa pensare: si è di fatto messa contro l’Unione Europea, che attraverso Parigi ha aperto un contenzioso con Londra per la gestione degli immigrati che attraverso la Manica partendo dalla Francia. Non parliamo poi del contrasto con la Corte dei diritti umani, che l’ha definita “una violazione delle leggi internazionali e umanitarie”. Isolato in Europa e ignorato sul tema dall’America, Sunak ha un disperato bisogno di appoggi politici, ed è stato ben contento di ricevere la Meloni con onori raramente tributati in terra d’Albione a un capo di governo italiano. Al quale inoltre non deve parer vero di poter infastidire Macron, il leader europeo che più di tutti ha messo in difficoltà l’attuale governo italiano e proprio a partire dalla questione migranti, con la pessima gestione del caso Ocean Viking.
Così il comunicato stampa congiunto pare scritto da due partner strettissimi: i due capi di governo sostengono “un cambio di passo necessario nell’approccio alla politica migratoria” e auspicano un rafforzamento dell’impegno “con Paesi terzi di origine e di transito”. Certo il comunicato avrebbe avuto tutto un altro peso se il Regno Unito fosse stato ancora dentro la Ue, ma anche così la Meloni può dirsi soddisfatta. Sunak è un alleato forte, conosciuto all’estero e rispettato infinitamente più dei vari Orban e Le Pen, dalla quale la Meloni sembra tra l’altro essersi definitivamente allontanata in virtù delle sue posizioni filoatlantiste.
E infatti Giorgia ha subito provveduto ad annodare a doppio filo la nuova relazione: visitando il giorno seguente l’ambasciata italiana a Londra la premier ha ricordato che Italia e Regno Unito “sono tradizionalmente legate da un’ampia convergenza di interessi e valori, da forti partenariati economici e industriali e da stretti rapporti culturali e con la società civile, favoriti anche dall’esistenza di una numerosa comunità residente”. La Meloni ha poi ricordato che con Sunak “abbiamo parlato di una nuova fase di cooperazione bilaterale firmando un Memorandum of Understanding che guiderà le nostre relazioni per i prossimi anni. C’è pieno accordo sugli obiettivi comuni e sul percorso che Italia e Regno Unito possono intraprendere insieme per rafforzare ulteriormente un legame già solido”.
Insomma, se Bruxelles diventa sempre più nemica con il nuovo Patto di Stabilità, se la Francia torna a disprezzarci e Berlino a ignorarci, forse è davvero il momento per l’Italia di legarsi alla non più perfida Albione.



