La Segretaria al Tesoro degli Stati Uniti Janet Yellen ha inviato qualche giorno fa una lettera ai leader del Congresso, in cui avvisava che i legislatori hanno tempo fino al 1° giugno per innalzare il tetto del debito pubblico. In caso contrario, gli Usa andrebbero in default, non essendo più in grado di pagare i loro obblighi attualmente in sospeso. Il debito federale statunitense di 31.381 miliardi di dollari è il limite posto nel bilancio dello Stato per l’anno fiscale che va da ottobre 2022 a settembre 2023. Si tratta di un indebitamento statale vicino al punto di non ritorno, se si considera che il Pil annuale degli Usa si aggira intorno ai 20.000 dollari e perciò il debito è arrivato all’incirca al 150% del Pil. Eppure, sembra che l’amministrazione Biden non se ne preoccupi granchè, se dal febbraio 2022 al febbraio 2023 ha speso per sostenere l’Ucraina, in armi e aiuti finanziari, più di cento miliardi di dollari! E ora la Yellen minaccia il fallimento. Cosa c’è dietro questo meccanismo?
Il debito pubblico americano è la somma del debito pubblico detenuto da altri stati, dalla Federal Reserve, mutual funds e altre entità. Il 70% è in mano a istituzioni e altre entità collettive e individuali statunitensi. Gli stati che detengono maggiori percentuali di debito pubblico Usa sono Giappone e Cina.
Perché gli Usa hanno accumulato un debito così cospicuo, pari a 31 trilioni di dollari? Semplice. Per finanziare guerre a non finire, basi militari all’estero, tecnologia bellica e altre cose di questo genere. Per cui, gradualmente, di amministrazione in amministrazione, il tetto massimo del debito è aumentato sempre di più. Attualmente, nel Congresso, i repubblicani sono contrati ad aumentare il tetto del debito se questa misura non è accompagnata da un taglio delle spese. Ecco perché è scattato il ricatto del Segretario al Tesoro: se non viene aumentato il tetto massimo consentito del debito pubblico, gli Usa ai primi di giugno vanno in fallimento. La minaccia della Yellen è spaventosa. Se si verificasse un default degli Usa, il valore dei titoli americani crollerebbe e ciò travolgerebbe economicamente non solo Giappone e Cina – che detengono la fetta maggiore di debito Usa – ma il mondo intero! Ecco perché un gruppo sempre più consistente di paesi – in primis Russia e Cina – stanno cercando di mettersi al riparo dal possibile default degli Stati Uniti e anche da un eventuale crollo del dollaro. A questo fine, Cina e Russia stanno acquistando ingenti quantità di oro. Soltanto i beni reali, come metalli preziosi e risorse energetiche possono prevenire le conseguenze negative di un crollo dell’impero “cartaceo” della finanza occidentale. Insomma, la guerra del debito è in pieno svolgimento, mettetevi al riparo.

