Michela Murgia e la famiglia queer, ma è davvero un modello?

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Alla luce delle dichiarazioni della Murgia è necessario fare chiarezza e soprattutto ricalibrare alcuni concetti. La scrittrice, tramite contenuti social, ha deciso di aggiungere un tassello in più al racconto del gruppo di persone con cui convive e con cui sta vivendo di conseguenza l’acutizzarsi della malattia.

La Murgia ha spiegato ai suoi followers la rilevanza della “parola più queer che esista in sardo”, che a detta sua sarebbe “sa sposa/su sposu”. Letteralmente significa “fidanzata/fidanzato”,ma nell’uso quotidiano e nell’impiego che ha assunto nella famiglia Murgia sottolinea tutt’altra accezione.

Difatti in questo contesto il termine si riferisce a rapporti che con il fidanzamento non hanno nulla a che fare. Probabilmente l’intento della scrittrice è stato quello di aprire al pubblico dei social la sua personale concezione di lessico familiare, un lessico all’interno del quale l’assenza dei ruoli è la parole d’ordine.

In questo senso l’appellativo “sa sposa/su sposu”, è stata utilizzata dalla Murgia non solo nei confronti dei parenti più vicini, ma anche nel contesto amicale. Si tratta quindi di una volontà ben precisa, quella di voler esprimere la forza dei rapporti tramite la categoria del fidanzamento.

Sembrerebbe quasi una contraddizioni in termini, perché nonostante la scrittrice non ami i titoli, il suo termine preferito in dialetto sardo è un titolo stesso. In questo senso ciò che spinge la Murgia ad esporsi in questo preciso momento storico è l’esecutivo in carica.

A parere della scrittrice quello di mostrare senza filtri le dinamiche all’interno della sua famiglia queer è “una necessità politica” da contrapporre al governo, da lei definito fascista. Se la teoria della fluidità applicata alle parole poteva essere accettata in virtù di motivazioni dialettali e culturali, in quest’ultime dichiarazioni vi sono senz’altro delle inesattezze.

Per intenderci, se ci trovassimo realmente all’interno di un regime fascista la parola “queer” non avrebbe possibilità di esistere e non solo perché si tratta di un anglicismo. Questo dimostra come la definizione dei ruoli in determinati contesti sia importante.

In questo senso la Murgia dovrebbe limitarsi al suo ruolo di scrittrice all’interno del quale è capace e competente e limare quello di attivista politica, che come è evidente presenta non poche defaiance.

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